Asfaltare su scavi, marciapiedi, in aree urbane o sulle solette dei parcheggi multipiano è sempre stata una sfida per i costruttori di finitrici stradali, sfida che Elia Peroni ha accettato sin dagli anni ’70. Oggi i cantieri stradali si sono molto differenziati, ai grandi lavori sono subentrate le manutenzioni, e alle asfaltature con larghezze di stesa minime vicino ai due metri sono subentrate quelle più vicine ai 50 centimetri. Così come il mercato delle fresatrici si è aperto alle piccole macchine portate, anche nel settore delle finitrici Elia Peroni propone nuove finitrici portate, macchine adatte per ogni esigenza di cantiere: la Tracer 610 e l’ultima nata, la Paverbox 150, presentata alla scorsa edizione di Asphaltica, durante la fiera Samoter 2017. Oggi ripristinare le zone ammalorate del manto stradale è diventato un problema difficile da risolvere, così come ripristinare gli scavi della fibra ottica dopo la loro chiusura con malta cementizia. Durante questi lavori si deve intralciare il meno possibile il traffico, che deve continuare a scorrere indisturbato, per cui si rende necessario utilizzare macchine ultracompatte: solitamente in questi cantieri c’è sempre la presenza di una minipala o di un escavatore. Per risolvere questi problemi Elia Peroni ha studiato due tipi di soluzione: Tracer 610 per minipale e Paverbox 150 per escavatori, macchine che vantano una grande resa nella stesa a fronte di una grande economia di acquisto ed uso, consentendo di spostarsi velocemente da un punto all’altro del cantiere grazie alle loro doti di compattezza e leggerezza. Ai clienti, in base alle minipale ed escavatori disponibili nel loro parco macchine, Elia Peroni può offrire macchine progettate per le stese classiche delle finitrici di piccola taglia, quali gli interventi di ripristino delle pavimentazioni stradali, che danno però il meglio di sé nella pavimentazione dei cantieri difficili, come l’asfaltatura dei marciapiedi, piste ciclabili, isole pedonali, parcheggi e solette, viali in giardini e parchi, rappezzi, buche, scavi e banchine laterali, oltre agli specifici lavori inerenti la chiusura della microtrincea della fibra ottica. Entrambe le macchine, grazie al loro particolare design, possono lavorare non solo con asfalto a caldo, ma anche con altri materiali, quali i misti cementizi stabilizzati, calcestruzzo drenante, conglomerati riciclati a freddo, miscele per pavimentazioni ecologiche e sportive, e sono superlative per tutti quei lavori sino ad ora eseguiti con la sola stesa manuale. La Tracer 610 nasce per essere applicata all’attacco benna delle minipale, consente larghezze operative standard comprese tra 0,60 e 1,0 m, 1,4 m max con elementi di allargamento meccanici, asfaltando lungo il senso di marcia della macchina portante senza calpestarne la stesa con le ruote. Con la tramoggia anteriore larga ben 2,60 m, l’alimentazione trasversale a coclea e la particolare piastra laterale, consente di riempire facilmente lo scavo, ovunque esso sia posto, seguendolo nelle sue dimensioni. La piastra laterale è riscaldata a gas GPL, per ottenere un’ottima finitura della superficie di stesa e può essere, a richiesta, dotata di vibrante idraulico, consentendo di avere una macchina adatta sia per i ripristini degli scavi che per la stesa e la finitura dell’asfalto in genere. La Paverbox 150 nasce per essere applicata agli escavatori, la macchina più comune presente nei cantieri, ma non solo, può anche essere trainata da un autocarro sul quale è montato un Thermocontainer per asfalto EPTC, prelevando il materiale direttamente e sempre in temperatura. L’escavatore portante viene utilizzato anche per alimentare con l’asfalto la tramoggia della macchina, prelevando il materiale con la benna direttamente dal cassone del camion. Il suo innovativo design, con alimentazione a cassetto e coclea interna, e la particolare piastra di finitura posteriore telescopica, consentono una perfetta stesa del materiale a terra con larghezze operative standard comprese tra 0,20 e 1,5 m, trainando la macchina dopo aver ruotato la cabina di comando, senza problemi di guida in retromarcia o quant’altro. La piastra di stesa è riscaldata a gas GPL, per ottenere un’ottima finitura della superficie, ed è dotata di vibrante elettrico, oltre ad uno speciale allargamento laterale che consente stese a bordo macchina fino a 0,50 m di larghezza, ideale per l’allargamento e la finitura delle banchine stradali o la chiusura di canalizzazioni a filo muro. Ambedue le macchine sono controllate tramite una semplice control-box, completa di tutti gli interruttori di comando, azionabile sia dalla cabina che da un’assistente a terra. Sia la Tracer 610 che la Paverbox 150 possono essere fornite, su richiesta, con sistemi elettronici di controllo dell’alimentazione, del livello di stesa e della temperatura delle suole liscianti, gli stessi accessori adottati da primari marchi su macchine di più grandi dimensioni. Il conveniente rapporto prezzo/prestazioni delle nuove finitrici portate Elia Peroni, concepite per soddisfare variegati cantieri, le qualifica come attrezzature ideali per qualsiasi tipologia di impresa stradale, da quella artigianale alla grande S.p.A., oltre che per le aziende municipalizzate dedicate alle manutenzioni urbane ed alle imprese operanti nel settore del gardening professionale e della manutenzione ambientale di parchi e quant’altro necessiti di pavimentazioni ecologiche con materiali innovativi.