La Comunità Montana dei Martani e del Serano che unisce i dieci comuni di Acquasparta, Bevagna, Castel Ritaldi, Campello sul Clitunno, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Massa Martana, Montefalco, Trevi, Spoleto, si è attrezzata con un nuovo Unimog U400 per l’esecuzione di diversi lavori.
Hanno scelto questo portattrezzi, perché è sembrato subito un mezzo solido, potente e soprattutto versatile, cosa che gli ha permesso di utilizzare un unico mezzo, sfruttando proprio le sue caratteristiche di polivalenza, per tutta una serie di lavori in cui avrebbero dovuto impiegare tre o quattro mezzi dedicati.
Per lavori forestali le doti dell’Unimog vengono sfruttate per il trasporto dei materiali e delle attrezzature per lavori in zone impervie e non. Per questi lavori è stato attrezzato con verricello anteriore, utilissimo per il trascinamento dei tronchi nei tagli di selezione, cassone ribaltabile, gru Fassi che arriva a 19 m in altezza con uno sbraccio orizzontale di 12 m.
Per la triturazione di materiale vegetale è stato acquistato un trinciatutto Assaloni che permette di tritare il materiale sul posto, agevolandone il trasporto e/o utilizzarlo in loco per la costituzione e la creazione dell’humus del terreno.
Un braccio frontale Assaloni viene utilizzato con differenti testate: testata trinciarami, per il taglio dei rami che sporgono sulla sede viabile delle strade di montagna; testata trivellatrice per la posa dei pali delle recinzioni dei pascoli montani, così possibile anche nelle posizioni più impervie; testata scavafossi per la sistemazione dei fossi, la pulizia dei torrenti e la costruzione di nuovi fossetti di scolo di guardia; testata per la falciatura dell’erba.
Per tutti i lavori sono stati inoltre acquistati gli interessanti utensili idraulici prodotti dalla DOA; questi utensili permettono di sfruttare ulteriormente il potente circuito idraulico dell’Unimog con attrezzi silenziosi, leggeri e professionali per i più disparati utilizzi. In questo caso sono stati scelti: una pompa idrovora che viene utilizzata per la manutenzioni dei molti laghetti artificiali (servono per immagazzinare acqua, per poi distribuirla agli abbeveratoi del bestiame durante il periodo estivo); un generatore di corrente, molto leggero (35 Kg) che permette di avere elettricità senza dover trasportare un generatore indipendente pesante ed ingombrante; due tagliarami idraulici ed un martello demolitore.
Per il servizio di viabilità invernale per ora la comunità montana si è attrezzata con un vomere universale a geometria variabile Assaloni per il servizio sulle strade di montagna, con l’intenzione di attrezzarlo ulteriormente con uno spargitore ed una lama, per il suo utilizzo anche per le strade comunali più importanti, di cui hanno già scelto le marche ed i modelli (Giletta per lo spargitore, Assaloni per la lama).
Per la difesa degli incendi boschivi lo hanno allestito con un modulo antincendio scarrabile AS 3529 Giletta, studiato per essere fissato sul controtelaio del cassone, capace di sopportare il carico dell’acqua e delle dotazioni in percorsi di fuoristrada, anche ad elevata velocità.
Si tratta dell’attrezzatura di maggior impegno ed importanza in questo allestimento polivalente ed è quindi il caso di esaminarla più in dettaglio.
Nell’allestimento antincendio vengono ricavati due vani: uno centrale avente capacità totale di circa 2000 lt., per il ricovero delle dotazioni ed attrezzature varie, uno posteriore per l’alloggiamento dei naspi. La consolle di comando è posta nella parte inferiore del vano in cui sono alloggiati i naspi. Il vano centrale è chiuso da due serrande in lega di alluminio anodizzate, con riavvolgitore a molla tarato in modo da permettere un’apertura anche solo parziale; il vano posteriore è chiuso da una cofanatura in vetroresina che consente di accedere ai naspi con notevole facilità.
Il serbatoio di contenimento dell’acqua è realizzato mediante un sistema modulare che prevede delle cisterne in vetroresina, della lunghezza di un metro ciascuna, posizionate su un robusto telaio collegate tra di loro in modo da ottenere una struttura solida mantenendo una flessibilità tale da poter essere montata sul telaio di autoveicoli senza limitarne l’elasticità. La forma parallelepipeda e la presenza di frangiflutti all’interno delle singole cisterne, permettono una guida sicura in tutte le condizioni di carico anche in circuiti accidentati; i passaggi praticati nei setti sono naturalmente in grado di garantire un’alimentazione adeguata alla pompa anche in presenza di una quantità minima di acqua nel serbatoio. Il serbatoio è altresì dotato di un sistema di troppo pieno, che consente oltre allo sfiato dell’aria anche lo scarico dell’eccedenza a terra, dietro l’asse posteriore del veicolo per non ridurre l’aderenza del veicolo, di un attacco UNI70 per il caricamento da idranti o da altri veicoli, dotato di valvola di non ritorno, di una valvola a sfera posta nel punto più basso per consentire lo svuotamento rapido per gravità del serbatoio, di un indicatore di livello visivo a vasi comunicanti con galleggiante di colore rosso e valvola di intercettazione e dei vari attacchi per il funzionamento delle pompe raccordati con giunti flessibili. L’allestimento è dotato di un tubo spiralato flessibile per l’aspirazione della pompa autoadescante, munito di uno speciale filtro galleggiante che permette di aspirare in superficie, raccordato con un attacco UNI70.
Il suddetto serbatoio è montato trasversalmente in modo tale da distribuire in maniera ideale il carico d’acqua tra i due assi.
La pompa di mandata è del tipo a sei pistoni ceramici con erogazione massima di 240 l/m a 60 bar per uso continuativo. Sulla mandata della pompa è montata una valvola regolatrice di pressione, capace di rinviare l’acqua eccedente al serbatoio (se la richiesta fosse inferiore alla mandata della pompa) senza creare contropressioni pericolose e dannose all’impianto. La pressione viene regolata mediante una manopola situata sulla console di comando vicino al manometro di controllo. Questa valvola è provvista di una leva per l’esclusione rapida della pressione in caso di emergenza, che ne permette anche il ripristino senza causare danni alla trasmissione (colpo d’ariete).
La pompa di mandata è azionata dalla presa di forza meccanica del veicolo, ed i suoi giri sono limitati elettronicamente, grazie ad un dispositivo che permette di impostare e fissare la velocità di rotazione del motore e mantenere quindi costante i giri della presa di forza per evitare fuori giri che danneggerebbero la pompa. All’entrata della pompa viene flangiato un riduttore epicicloidale con rapporto di riduzione 1-3.5, il quale è collegato alla presa di forza tramite un albero cardanico.
Il riempimento del serbatoio è effettuato da una pompa autoadescante in bronzo, che permette l’aspirazione fino ad una massima differenza in altezza di 7,5 metri e un’erogazione massima di 300 lt/min., in modo tale da riempire il serbatoio in circa 12 minuti.
Il tempo di adescamento con un dislivello di 3.5 m. è inferiore ai 5 sec.
La pompa autoadescante è azionata oleodinamicamente dall’impianto del veicolo, ed è inseribile e disinseribile tramite un distributore con leva bloccata situato sulla consolle di comando.
Questa pompa autoadescante, essendo montata sull’allestimento ed aspirando attraverso un tubo con filtro galleggiante, consente di aspirare sempre acqua pulita, non creando turbolenze alla sorgente, come si verifica nel caso di pompe sommerse che aspirano sul fondo. Questo garantisce una lunga durata dei componenti della pompa di mandata a pistoni e dei giunti rotanti dei naspi.
La pompa a pistoni è dotata di un filtro d’aspirazione con maglia in acciaio inox AISI 304 con grado di filtrazione di 32 mesh situato in modo da renderne agevole la pulizia.
La filtrazione della pompa autoadescante è realizzata da uno speciale filtro galleggiante montato sul tubo d’aspirazione avente lunghezza pari a m 10, che permette di aspirare solo acqua pulita posizionandosi sotto la superficie dell’acqua.
Le pompe possono essere raggiunte facilmente per le normali operazioni di manutenzione, e sono dotate di tappo di spurgo per lo svuotamento totale durante la stagione invernale per evitare i danni causati dal gelo.
Il gruppo naspi è situato posteriormente sul veicolo in apposito vano, con apertura posteriore.
Il gruppo di erogazione è posizionato posteriormente ed è costituito da 3 naspi realizzati in acciaio che possono essere facilmente smontati, i quali sono dotati, a richiesta, di riavvolgimento idraulico, con possibilità di essere riavvolti singolarmente o in gruppo.
Un divisore di flusso idraulico permette la regolazione della velocità di riavvolgimento, una valvola di sicurezza preventivamente tarata disinserisce l’avvolgimento nel caso lo sforzo superi il valore programmato, mentre un comando del tipo a molla permette il suo inserimento, così che in caso di incidente il suo rilascio da parte dell’operatore ne causa l’arresto immediato.
I naspi che contengono 100 metri ciascuno di tubo con diametro interno di 13 mm, pressione di utilizzo di 60 bar e pressione di scoppio di 180 bar, sono raccordati con innesti rapidi alle due estremità, in modo da poter essere montati in serie. L’allestimento è dotato di tre mitragliette ad alta pressione, a getto pieno e nebulizzato, munite anch’esse di innesto rapido in grado quindi di essere montate velocemente all’estremità dei naspi.
L’equipaggiamento è dotato di un attacco ausiliario per innestare un tubo di emergenza per permettere la protezione del veicolo se il fuoco si avvicinasse a quest’ultimo.
Sul lato posteriore dell’attrezzatura può essere montata un’uscita UNI 45 dotata di calotta cieca, che viene attivata da una valvola sulla consolle di comando.
Le doti fuoristradistiche dell’Unimog consentono di raggiungere il punto più vicino per aggredire l’incendio, e la lunghezza dei naspi permette di avvicinarsi ulteriormente nelle zone raggiungibili soltanto a piedi.










