Dopo aver consolidato la presenza all’estero, cogliendo risultati ed apprezzamenti che portano Energreen ad essere un produttore italiano con una fortissima esportazione, e dopo aver costruito e consolidato la propria rete vendita, Energreen torna alle prove in campo sul territorio nazionale.
Credendo nella validità dei propri prodotti Energreen ha, fin dagli esordi, organizzato dimostrazioni di lavoro delle proprie macchine invitando i potenziali clienti a toccare con mano per rendersi realmente conto della qualità e della produttività delle macchine prodotte, confermando dagli anni passati che questa è la via per il successo.
Quindi, dopo un periodo che ha visto Energreen concentrare gli sforzi promozionali ed organizzativi soprattutto sui mercati esteri con estremo successo, l’azienda vicentina inizia da Bentivoglio (BO), ospite del Consorzio di Bonifica Renana, alla presenza di una settantina di ospiti, le dimostrazioni in Italia. L’obiettivo è quello di farne altre, naturalmente in posizioni strategiche, anche e sopratutto in luoghi che i potenziali clienti potranno suggerire all’azienda compilando un modulo apposito sul sito Energreen.
A questa prova, su una banca estremamente bagnata dalle piogge dei giorni precedenti, hanno lavorato con agilità e soddisfazione una ILF 1500 con un braccio da 12 m, una ILF 2000 con un braccio da 17 m ed un RoboGreen, novità delle dimostrazioni in campo, che ha fatto vedere come riesce ad operare in situazioni difficili in mezzo ad arbusti, canneto, pendenze e quant’altro, ambitii normali per un consorzio di bonifica e per la manutenzione del verde in genere.
Il RoboGreen ha dimostrato le sue potenzialità potendo lavorare sia su pendenze, con terreno zuppo, sia su materiali di taglio impegnativi. Tutto idrostatico vede un motore termico studiato appositamente in collaborazione con Isuzu.
Energreen è andata direttamente in Giappone con un layout riconosciuto dalla casa madre per la lubrificazione continua e garantita fino a 55° in tutte le direzioni, unica macchina di questo genere con una tecnologia simile a quella presente sugli elicotteri per garantirne la lubrificazione e quindi l’affidabilità. Inoltre la scelta di un motore non turbo è perché la normativa vuole che la macchina si spenga quando perde il collegamento tra radiocomando e ricevente, casistica peraltro rara, visto che Autec ha studiato con e per loro un sistema di controllo del canale più libero. In questo caso comunque uno spegnimento improvviso del motore ad un certo numero di giri farebbe restare senza olio la turbina che con la sua inerzia potrebbe gripparsi, un’accortezza non di poco conto sempre in direzione dell’affidabilità.
L’impianto idrostatico è separato, con circuiti indipendenti con una pompa per ogni servizio, la trazione, garantita anche dai motori Poclain, è estrema e rende possibile il lavoro su pendenze anche oltre il 100%. Un dispositivo permette di regolare dal radiocomando la differente trazione dei cingoli, d impostarne quindi la differenza in fase di lavoro in costa, in modo che la macchina automaticamente dia più trazione al cingolo a valle rispetto a quello a monte, agevolando molto il controllo.
La testata è sia basculante sia flottante per adattarsi al terreno, cosa estremanente importante non essendo l’operatore sopra il mezzo. La ventola è reversibile anche su una macchina così piccola, visto che comunque lavora in ambienti che richiedono frequentemente una sua pulizia. L’autonomia è garantita con la durata di 9 ore di lavoro per il radiocomando ed un consumo ridotto a 5 – 6 litri ora.
Le altre due macchine in prova ILF erano entrambe dotate dell’optional della zavorra mobile che permette una stabilità migliorata e si rende utile in lavori con sbraccio estremo su terreni non particolarmente stabili o pendenti, offrendo una sicurezza di stabilità ulteriore.
Queste macchine sono appositamente studiate per garantire una grande produzione con un comfort di lavoro e l’attenzione rivolta sempre sull’attrezzo.
La testata rotante a 180° permette di lavorare avanti ed indietro e, grazie alla cabina rotante, l’operatore ha sempre lo sguardo sull’attrezzo con un’agilità estrema per lavorare in andata ed in ritorno senza invadere le corsie. Inoltre la testata rotante permette di lavorare in perpendicolare e pulire intorno alle piante, o lungo una murata perpendicolare evitando un’intervento di finitura manuale.
Idrostatiche a 4 ruote sterzanti, permettono una grande manovrabilità ed una trazione con velocità regolabile da ferma millimetricamente; i posti di guida ruotabili sono i principi saldi di queste macchine volute per massimizzare la produttività, che consentono di vedere ripagato in breve tempo l’investimento per il loro acquisto.


