Il test per controllare l’efficienza e la capacità dell’apparato filtrante delle polveri PM 10 di Ronda è stato eseguito a Modena dallo Studio Alfa di Reggio Emilia, durante la pulizia delle piste ciclabili e dei marciapiedi attorno al centro storico. Il tempo era soleggiato con temperatura di 16° centigradi e umidità 50%. La lunghezza complessiva durante il test, di circa 10,2 km, è stata coperta in 4 ore e 30 minuti, con la raccolta di 130 kg di polvere per un volume di 230 litri, con un residuo di materiale disperso dalla macchina di 13,16 grammi.
Il risultato della prova evidenzia che il sistema di filtraggio in dotazione alla spazzatrice Ronda determina un abbattimento delle polveri PM10 superiore al 99,999%, garantendo quindi una significativa riduzione dell’impatto ambientale
Relazione tecnica della prova
La macchina
La spazzatrice Ronda utilizzata è una macchina standard costruita nel dicembre 2001, matricola 144755. La macchina aveva già lavorato oltre 15 ore in condizioni di sporco diverse durante alcune dimostrazioni a potenziali clienti.
Il filtro polvere
Ronda è dotata di un filtro polvere in tessuto di tipo industriale di 9 m2 di superficie.
Le prove
I test sono stati eseguiti dalla Studio Alfa di Reggio Emilia, società specializzata in prove per ambiente, sicurezza e qualità, riconosciuto dal Ministero dell’Università e della ricerca (DM 15/12/94 – DM13/5/96) e accreditato Sinal (al n°0231).
Le analisi svolte sono state:
* Misura della portata di emissione aria (UNICHIM n° 467)
* Misura della concentrazione polveri (UNICHIM n° 494)
* Misura delle polveri (granulometria)
* Analisi chimica delle polveri
I tecnici
Ettore Morini, Perito Industriale, Studio Alfa
Giorgio Caselli, operatore, RCM
Relazione Studio Alfa
In data 13/03/2002 sono stati effettuati a valle del sistema di emissione aria della Motoscopa modello Ronda, prodotta dalla ditta RCM, delle misure di portata di emissione aria e di concentrazione delle polveri emesse per valutare durante il normale funzionamento, la potenzialità emissiva della macchina e di conseguenza il possibile suo impatto ambientale.
A tale scopo è stata preventivamente dotata la motoscopa stessa di una “proboscide” di collettazione dell’aria emessa per permettere di poter applicare correttamente le metodiche di campionamento UNICHIM N°467 e UNICHIM N°494, relative alla misura di Portata e di Polveri.
I prelievi sono stati effettuati durante il normale funzionamento della motoscopa, che ha svolto la sue operazioni di pulizia su di un normale tratto stradale per complessive 4 h 30’, aspirando durante tale periodo una quantità di materiale particellare di 130 kg, valore questo derivante dalla differenza di pesi tra il filtro, in dotazione alla motoscopa, pesato al termine della prova e dopo la sua pulizia meccanica.
Le risultanze analitiche derivanti dai campionamenti effettuati in condizioni ambientali di 16°C e di 50% Ur possono essere così sintetizzate:
– portata oraria di aria emessa 650 Nm3
– concentrazione di polveri in emissione 45 µg/Nm3
– flusso di massa in emissione di polveri 2.925 mg/h.
Da tali dati emerge chiaramente come il sistema di filtrazione in dotazione sulla motoscopa determini un abbattimento del materiale particellare aspirato superiore al 99,999%, garantendo quindi una significativa riduzione dell’impatto ambientale.
Al fine di meglio inquadrare l’impatto ambientale complessivo si è analiticamente proceduto a caratterizzare tanto fisicamente (granulometrie) quanto chimicamente (natura delle polveri e loro composizione) le polveri in emissione, paragonandole con quanto in letteratura riferito per le cosiddette PM10.
La determinazione granulometrica (analisi SEM a 4000 x effettuata su n° 100 particelle) ha evidenziato come le polveri possano essere cosi ripartite:
ø > 10 µm 5%;
ø > 5-10 µm 25%;
ø < 5 µm 70%.
La caratterizzazione chimica (Residui a 180°C, a 600°C, Analisi FT-IR ed analisi EDAX) ha portato alle seguenti considerazioni:
il materiale particellare campionato presenta una prevalente matrice inorganica (70%) con un conseguente 30% di matrice organica. In riferimento alla composizione chimica, la matrice organica risulta riferibile unicamente a legami C-C e quindi probabilmente a terra, fatto questo confermato dalla composizione della componente inorganica prevalentemente riconducibile ad elementi quali Si, Al, Mg in rapporto stechiometrico riferibile a quelli ordinariamente individuabili nei terreni agricoli. E’ da segnalare comunque che sempre nella componente inorganica acquisisce significato la presenza di particelle amorfe contenenti Ca e S, probabilmente riferibili a polveri di materiali quali il Gesso, polveri anche queste, come riportato in letteratura ed in esperienze di precedenti campionamenti, fortemente ubiquitarie nelle polveri aereodisperse degli ambienti urbani.
Da quanto riportato si può concludere come sicuramente il sistema di filtraggio in dotazione alla motoscopa garantisca un ottimo rendimento di abbattimento, che la concentrazione di polveri ed il relativo flusso di massa orario in emissione determina un ridottissimo impatto ambientale, dato che tali valori risultano essere inferiori, anche senza considerare i fattori diluttivi dell’aria ambiente e le basse velocità di emissione delle polveri (valore medio di 0,8 m/s), che determinano una rapida ricaduta delle polveri stesse, a quelli fissati come valori di riferimento per le PM10 in ambiente urbano. Inoltre la qualità delle polveri in emissione non determina nessun significativo cambiamento della quantità dell’aria, in quanto la composizione delle polveri stesse risulta perfettamente confrontabile con quanto ordinariamente monitorato in ambiente urbano.

Relazione dell’operatore
“La prova di filtraggio è stata fatta lavorando per 4,5 ore su marciapiedi e piste ciclabili attorno alle “mura” di Modena. Le condizioni di lavoro sono molto diverse per tipo di sporco e quantità: lo sporco più comune è la polvere che si annida vicino ai muri e marciapiedi, i mozziconi di sigarette e pezzetti di carta. A seconda dei posti si trovane anche foglie secche, ghiaia, rametti, pezzi di carta di grandi dimensioni. Ho incontrato solo 3 lattine e nessuna bottiglia di plastica o vetro. Per la prima parte del lavoro ho mantenuto i giri motore a metà e solo dopo due ore, quando i filtri erano sporchi, ho tenuto il motore al massimo.
Nel turno di lavoro ho vibrato i filtri due volte: per garantire una buona aspirazione è necessario vibrare i filtri a lungo (4-5 volte per 20 secondi) e aspettare che la polveri si depositi prima di ripartire. Ancora meglio sarebbe scaricare la polvere in un cassonetto per evitare che intasi nuovamente il filtro. A fine turno, anche con i filtri molto sporchi, la macchina era in grado di pulire piste ciclabili mediamente sporche.
Lo sporco nel contenitore, che non è mai stato vuotato in 4 ore e mezza, ha raggiunto il livello oltre la base dello sportello per i rifiuti voluminosi per un volume di 230 litri e un peso di 130 kg.
La pulizia è stata sempre molto buona, anche su superfici sconnesse (asfalto sollevato dalle radici degli alberi o sgretolato).
Durante il lavoro ho utilizzato quasi sempre la terza spazzola e il comando entra/esci spazzola per spostarla lateralmente. La spazzola in PPL-fili di acciaio funziona bene, permettendole di spostarsi a destra e sinistra e non graffia pavimenti pregiati. L’uso dell’acqua è necessario per la terza spazzola e meno importante per le spazzole laterali. Ho utilizzato l’acqua nel 70% del lavoro e così facendo è durata un’ora. Il tempo di ricarico ad una normale fontanella è inferiore a 5 minuti.”