Il progetto Zig Zag della Orsi Group nasce da una attenta ricerca di mercato unitamente alla richiesta dei manutentori del verde pubblico di realizzare una macchina che fosse in grado di alleggerire al massimo il lavoro svolto dall’operatore con decespugliatore a braccio ottimizzando al massimo il tempo di lavoro. Entrando nello specifico, la macchina operatrice si presenta molto compatta con un ingombro di carreggiata di circa due metri per poter lavorare in situazioni di spazio ridotte con un peso complessivo che si aggira sui 350 kg. Estremamente semplice e veloce è l’aggancio della macchina operatrice che può essere applicata a tutte le trattrici con attacco a tre punti, privilegiando quelli a guida reversibile che ottimizzano la visibilità di lavoro, oppure su macchine specifiche dedicate al giardinaggio, come dimostrano le applicazioni già in essere con le Turbo 2 e Turbo 4 della Gianni Ferrari.
La Zig Zag si è rivelata estremamente versatile perché è in grado di falciare tappeti erbosi, bordi stradali con annessa segnaletica verticale, estendendo il proprio lavoro su rive di fossati fino a 1,30 m lato operatore, e non per ultima di importanza, è la pulizia attorno al fusto delle piante e sotto chioma di siepi.
La macchina è azionata da una serie di pompe idrauliche che alimentano i pistoni idraulici della testata e dello sfilo telescopico per estendere il lavoro fino a tre metri di distanza da centro macchina assicurando la pulizia anche in zone disagiate, come il sotto chioma di siepi o piante.
I dischi falcianti sono muniti di sensori elettronici di prossimità che assicurano all’operatore la massima tranquillità di lavoro durante la pulizia della vegetazione attorno alla pianta senza andare a intaccare la corteccia che sarebbe letale per la stessa. Questo è frutto dell’azione combinata delle lame falcianti snodate che svolgono il lavoro più gravoso sulla vegetazione, mentre i fili di nylon fungono da rifinitori attorno al fusto.
I comandi della macchina sono elettrici, estremamente semplici ed intuitivi, mentre i fili di nylon che fuoriescono dai dischi falcianti sono comandati manualmente dall’operatore, il quale è in grado di regolare in modo millimetrico la loro lunghezza usufruendo di due bobine da 15 m.


