Per effettuare uno scavo Enel di circa 3 km in località Codogne (Palazzolo sull’Oglio, BS), ha vinto l’appalto la Cologna Scavi di Montecchio Maggiore (VI), grazie al possesso dell’escavatrice Garbin R100.
Questa macchina operatrice a funzionamento totalmente idrostatico, allestita con gruppo di scavo a catena per roccia/asfalto è risultata l’ideale per realizzare una trincea all’interno della sede stradale profonda 1,20 m e larga 33 cm dedicata alla posa di tubi per cavi dell’Enel. Nonostante il terreno non sia ottimale, 25 cm d’asfalto e massicciata sottostante, per cui abbondanza di sassi da dover spaccare o asportare, che non permettono un’azione omogenea come tipo di taglio (ideale è la roccia compatta: più duro è il materiale che trova, meglio funziona), la macchina riesce a lavorare alla velocità di 50 m/h, lasciando lo scavo, a sezione quadrata, totalmente pulito. Il materiale frantumato dalla catena viene scaricato per mezzo del convogliatore a nastro sul bordo strada a 1 m dalle ruote della macchina, ed è tutto materiale leggero utile per ricoprire bene lo scavo senza rischio di danni.
In questo caso i tubi vengono posati man mano e lo scavo subito richiuso, in modo da poter togliere il cantiere ogni sera, lasciando la strada completamente aperta al traffico.
Da più di 10 anni sul mercato, la TZ R100 Garbin è omologata per viaggiare su strada ad una velocità massima di 32 km/h, con motore Perkins con raffreddamento a liquido e potenza 104 CV a 2300 giri/min, trazione integrale permanente con differenziale autobloccante anteriore e posteriore e con entrambi gli assali sterzanti (4x4x4). La trasmissione è totalmente idrostatica alle ruote e all’utensile di scavo, con pompe a portata variabile e controllo automatico della velocità d’avanzamento, in funzione dello sforzo dell’utensile, con controllo della potenza a funzionamento idraulico. Questo migliora le prestazioni assolute della macchina e riduce il consumo di gasolio massimizzando la coppia erogata dal motore in ogni condizione di utilizzo. La macchina è predisposta per gruppo di scavo a catena o con disco tagliaroccia, nastro di carico e relativo braccio di posizionamento, fresa per asfalto; anteriormente monta un apripista a 3+3 movimenti, comando elettroidraulico e doppia posizione flottante, più largo delle ruote, necessario per spianare il terreno, in quanto deve sempre lavorare in piano, e utile alla ricopertura dello scavo. Il peso complessivo è di circa 10.000 kg.
In un cantiere di questo genere la macchina non ha avuto bisogno di nessun ulteriore accessorio: è stato sufficiente attrezzarla con il gruppo di scavo a catena.
La catena, in questo caso della larghezza di 33 cm, in acciaio speciale antiusura, snodata in 33 piastre, su ognuna delle quali sono montati minimo 2, massimo 3 denti in ferro con la punta a picco in carburo di tungsteno, il materiale più resistente per l’asfalto, con un’usura minima, la cui posizione è determinante per il tipo di scavo, è a funzionamento totalmente idrostatico, con velocità regolabile e reversibile, e lavora di continuo senza difficoltà, frantumando qualsiasi materiale trovi.
Lo scavo viene reso perfetto dal pulitore, un braccio snodato e retrattile a funzionamento idraulico, sovrastante la catena, che aiuta il materiale a salire sulla stessa, consentendo allo scavo di risultare totalmente squadrato e pulito. Tutto il residuo viene convogliato sul nastro trasportatore che può scaricare indifferentemente a destra o a sinistra a seconda delle esigenze, con lancio regolabile.
Il gruppo di scavo, spostabile secondo le necessità (fino a bordo macchina solo dalla parte destra), in questo caso lavora posizionato al centro della macchina; il materiale scavato viene accumulato man mano sul bordo della strada, a sinistra della macchina, il più vicino possibile alla stessa, per velocizzare poi la ricopertura.
L’uso dell’escavatrice, totalmente automatica, necessita un solo operatore: una volta impostate la profondità di scavo e la velocità, sia di avanzamento che della catena, questo deve solamente tenere la macchina sotto controllo, e agisce soltanto in caso di ostacoli alzando e abbassando il gruppo. Inoltre il tutto può venire regolato tramite controllo laser. Questo sistema di guida funziona sia per tenere la direzione di scavo, sia per regolarne l’inclinazione, così da dargli una pendenza utile in casi di lavori di drenaggio.
L’usura della macchina riguarda esclusivamente il gruppo di scavo, la catena e gli utensili, facilmente sostituibili, in quanto il resto praticamente non viene utilizzato: gli pneumatici quasi non si muovono, il motore gira, ma, grazie ai comandi idraulici, non risente di eventuali strappi, come del resto la catena.
Per quanto riguarda la sostituzione dei pezzi di ricambio, non sussiste alcun problema: l’escavatrice e tutti i suoi accessori sono progettati e prodotti interamente da Garbin srl, che opera da più di 40 anni nel settore meccanico, con vendita e assistenza diretta. L’esperienza maturata a proposito di svariati tipi di escavatrici (per terreni vegetali e pavimentazioni asfaltate o con roccia, che non danneggiano manti erbosi e stradali, lasciando pulito lo scavo), dalle mini alle più grosse, ha man mano perfezionato il sistema di scavo a catena, particolarmente vantaggioso rispetto all’escavatore a benna per l’alta produttività, la perfetta realizzazione degli scavi, la frantumazione del materiale scavato e l’avanzamento automatico. In questo modo sono sufficienti una sola persona e un solo mezzo per ottenere uno scavo della misura esatta dei tubi da interrare, anziché un intero staff e varie macchine che realizzano trincee più larghe del necessario.
L’evoluzione naturale della TZ R100 è la TZ R120, che, a differenza della precedente, monta un motore Perkins turbodiesel 1004/4T con raffreddamento a liquido e potenza 114 CV (81 Kw), che consente di raggiungere i 2 m di profondità per 55 cm di larghezza con la catena e 90×25 cm con il disco, migliorata anche per quanto riguarda il comfort: cabina di guida insonorizzata, pressurizzata, e completa di impianto elettrico con luci, clacson, tergicristallo, ventilatore e fari.
Entrambe le macchine offrono il meglio in condizioni più difficili, e da un punto di vista funzionale sono in grado di competere in termini di prestazioni anche su roccia compatta con i più pesanti, ingombranti e costosi mezzi cingolati. Fra gli utilizzi più interessanti sono da porre in evidenza lo scavo in curva, quello fuori sagoma (catena a sbalzo da entrambe le parti per scavi a filo muro), la possibilità di allestire il gruppo per il sistema di interramento diretto del tubo e quindi la posa automatica dei cavi, e il convogliatore per il carico diretto del materiale su camion.