Il 5 giugno Energreen ha presentato ai propri clienti “Winter Division”: la nuova gamma di prodotti per la viabilità invernale.
Energreen si affaccia sul mercato come nuovo produttore di attrezzature sgombraneve a spinta, capace di soddisfare qualsiasi esigenza operativa del settore e pertanto in grado di effettuare allestimenti su molteplici categorie di automezzi quali autocarri, macchine agricole e operatrici.
Con Winter Division, ramo aziendale nato dalla forte esperienza tecnica che ha consentito in soli sei mesi la realizzazione di una gamma completa di lame sgombraneve, Energreen allarga i propri orizzonti proponendosi quindi come allestitore polivalente e non più limitato ai mezzi di propria costruzione.
Osservando la giovane storia di Energreen, che in 10 anni si è affermata nel mondo con una serie di portattrezzi unici ed eccezionali come l’ILF1000, 1500 e 2000, ripetendo il successo tramite un ulteriore progetto innovativo come quello di RoboGreen, rapidamente imposto ed affermatosi sul mercato come miglior rasaerba professionale radio-comandato, ci si aspetta un’altrettanta notevole qualità sui neo prodotti neve.
All’arrivo gli ospiti hanno potuto subito apprezzare la schiera dei 12 mezzi completamente allestiti per il lavoro invernale, sottolineando che la Winter Division, in Italia, propone inoltre gli spargitori della francese Acometis e gli spargitori per soluzioni InfoNorte, fornendo così una gamma completa di allestimenti ed attrezzature.
Naturalmente non mancavano in esposizione statica le attrezzature da loro prodotte per la manutenzione del verde.
Come preambolo della presentazione è stato mostrato un video che rappresentava una famiglia di acciai speciali altamente qualificati che vengono normalmente utilizzati da Energreen. In particolare si è visto come un manufatto in Domex, sottoposto ad incredibili maltrattamenti, non subisce danni e neppure malformazioni. Questo acciaio ha infatti un carico di snervamento 6/7 volte superiore a un normale acciaio da costruzione.
Inoltre, tra le caratteristiche principali, presenta un’ottima elasticità, resistenza allo stress, all’urto e allo sforzo meccanico.
Grazie all’esperienza sulla lavorazione dell’acciaio maturata dal gruppo Laserjet, di cui Energreen fa parte, per la realizzazione della nuova gamma di attrezzature Winter Division è stato scelto il Domex 700, in quanto è la migliore risposta alle criticità che emergono nell’utilizzo delle lame e vomeri sgombraneve.
Laserjet è nata come classica azienda artigianale che si è via via sviluppata come vera e propria industria per sfociare poi in un pool di aziende complementari, tutt’oggi in fase di sviluppo. Presenta attualmente diversi poli produttivi, situati sia sul territorio nazionale che estero. Lo stabilimento principale, dove si è organizzato l’attuale evento, si sviluppa su un’area complessiva di circa 55.000 m2, di cui 32.000 m2 coperti, all’interno dei quali sono dislocati numerosi ed importanti macchinari per il taglio laser, per la saldatura robotizzata, la piegatura e la trasformazione del foglio di lamiera in manufatti semilavorati o prodotti finiti. Grazie alla continua ricerca e sviluppo tesi sempre a migliorare ed ottimizzare i cicli di lavorazione, abbinato ad una costante attività formativa del proprio personale, Laserjet ed Energreen vantano uno staff tecnico altamente specializzato. Supportato da sistemi informatici all’avanguardia, gestisce tutti i settori operativi e produttivi. Il gruppo Laserjet offre oggi un servizio altamente qualificato e completo.
Potendo sviluppare molteplici fasi di lavorazione, si presenta come unico interlocutore per i propri clienti che trovano economicamente vantaggioso commissionare non solo parti dei propri prodotti ma interi manufatti.
Il pubblico, cui è stata destinata una comoda tribuna, ha assistito alla sfilata dei 12 mezzi presenti sul piazzale, ognuno dotato di un differente allestimento.
La prima attrezzatura presentata è stato un innovativo spargitore elettrico, applicato su un Nissan Cabstar NT400, il Diablo da 1,2 m3.
Diablo presenta una struttura autoportante costituita da un doppio guscio in polietilene rotazionale, che permette contemporaneamente il trasporto di materiale deghiacciante solido (sale) e liquido (soluzione salina). Il design particolarmente curato e funzionale ne consente l’abbinamento con la maggior parte degli autoveicoli pick-up e, in generale, con autocarri di piccole e medie dimensioni. Sui lati esterni della tramoggia, annegati nel polietilene, sono presenti quattro ganci utili sia al sollevamento che al fissaggio dell’attrezzo sul pianale del mezzo cui viene abbinato.
La coda posteriore e il piatto di spargimento sono anch’essi realizzati in polietilene.
Lo spargimento è ottenuto dall’azione combinata di una coclea in acciaio e dal piatto posteriore di spargimento. Il lavoro della coclea è integrato da un vibratore esterno, con comando automatico temporizzato. Sono presenti motori elettrici indipendenti per il funzionamento della coclea, del piatto di spargimento e della pompa di erogazione della soluzione liquida. Il funzionamento dell’attrezzatura è completamente elettrico (impianto a 12 V) tramite allacciamento alla batteria del mezzo. Tutti i dispositivi elettrici sono alloggiati in appositi vani, protetti da urti e dalle intemperie.
Poi è stato il turno di una macchina operatrice 4×4 Bucher con Condor 3/230, lama sgombraneve costituita completamente in acciaio Domex 700. Ad una struttura monolitica opportunamente sagomata è incernierata una serie di elementi mobili abbinati a coppie di molle agenti in torsione, che permettono di ridurre al minimo la massa d’urto contro le asperità del terreno, consentendo di superare agevolmente gli ostacoli particolarmente presenti nella viabilità urbana. La movimentazione avviene tramite cilindri idraulici con valvole di sovrapressione sul circuito d’inclinazione (dx – sx). L’angolo di attacco al suolo è regolabile in 3 diverse posizioni. La lama leggera e maneggevole è abbinabile sia ad autocarri che a macchine agricole/operatrici di medie – piccole dimensioni e di limitata potenza.
Dopo un’accurata descrizione è stata la volta di un Bremach, veicolo 4×4 da 60 q, allestito con lama Condor 4/250 (simile alla precedente ma con una maggior lunghezza del coltello e capacità di sgombero superiore) e lo spargitore Dino da 1 m3.
Dino è uno spargitore costruito completamente in acciaio inox AiSi 304 L. Il sistema combinato di spargimento è realizzato tramite coclea longitudinale a passo variabile in acciaio di alta qualità e disco di spandimento in acciaio inox. Lo scivolo o coda posteriore (convogliatore di caduta del materiale) è registrabile in altezza e ribaltabile verso l’alto con sistema di blocco automatico. Il funzionamento idraulico avviene tramite impianto dedicato già presente sul mezzo, oppure, in alternativa, tramite motore ausiliario di adeguata potenza e impianto idraulico indipendente.
La quarta soluzione presentata era un Unimog U20 allestito sempre con lo spargitore Dino (questa volta da 2 m3) e la lama Lexo 3/300, costruita, come tutte le lame Energreen, in acciaio Domex.
La struttura a settori molleggiati rende questa lama sgombraneve particolarmente adatta al lavoro misto sia in strade di grande percorrenza che in aree urbane e comunque in tutte quelle strade a fondo discontinuo in cui è frequente la presenza di ostacoli di varia natura. Le sostenute velocità che permette di mantenere ne fanno un efficace attrezzo per un utilizzo in sicurezza mantenendo un livello di rendimento elevato.
Successivamente è stata presentata la ILF 1000 Kommunal, macchina polivalente ideata e realizzata da Energreen: impareggiabile per chi utilizza continuamente o saltuariamente attrezzature particolari come bracci con benne da scavo, pale per movimento terra, attrezzature sgombraneve, forche idrauliche, bracci falcianti da 5,5 a 7 m disponibili con differenti attrezzi terminali (testate trincianti, tagliasiepi…), disco falciante laterale per il taglio erba sotto il guard rail.
Questa macchina è stata sviluppata letteralmente intorno all’operatore: il posizionamento del motore nella parte posteriore ha consentito di creare la massima visibilità antero/laterale, sposando il concetto di macchina portattrezzi polivalente e creando un sistema anteriore di aggancio automatico frontale delle diverse attrezzature, eseguibile con facilità ed efficacia dall’operatore che mantiene una posizione di massimo controllo dell’area operativa.
E’ stata data dimostrazione della facilità e velocità con cui si cambiano gli attrezzi. Presentata inizialmente con il nuovo Vubi 300 (vomere a geometria variabile) in pochi minuti è stata ripresentata con una turbofresa Kahlbacher KFS 850, con una pala caricatrice con benna multiuso ed infine con il braccio Compact da 6 metri. L’attrezzatura posteriore invece era lo spargitore autocaricante a tre punti Eudimo da 1 m3.
Il nuovo VuBi è un vomere sgombraneve universale a geometria variabile, costituito da due ali mobili incernierate allo sperone centrale in modo da poter assumere le posizioni a cuneo, lama, cucchiaio e tutte le posizioni intermedie. La movimentazione delle ali avviene tramite due cilindri idraulici a doppio effetto. L’ammortizzazione degli urti è garantita da un accumulatore di azoto e valvole di sovrapressione. Le ali sono dotate di appoggi di finecorsa e accessoriate con coltelli in acciaio speciale antiusura. Il vomere è dotato di un sistema di oscillazione laterale che permette di seguire le ondulazioni del profilo stradale (beccheggio) e ne consente il bloccaggio in posizione orizzontale durante la fase di sollevamento.
Lo spargisale Eudimo, invece, autocaricante agganciabile al sollevatore a 3 punti, è studiato principalmente per le trattrici agricole. La tramoggia e la struttura portante in acciaio di elevate caratteristiche meccaniche sono sottoposte ad uno speciale ciclo di zincatura a caldo che garantisce una elevata resistenza alla corrosione. La movimentazione della tramoggia avviene tramite cilindro idraulico a doppio effetto con valvola di blocco. Il sistema di trascinamento ed espulsione del materiale deghiacciante è costituito da coclea trasversale, del tipo aperto, in acciaio ad alta resistenza. Il convogliatore centrale inferiore ed il disco di spargimento sono in acciaio inox AISI 304 L. Il funzionamento avviene tramite l’abbinamento delle proprie tubazioni all’impianto idraulico proprio della trattrice agricola o, in questo caso della Kommunal. E’ sempre prevista la possibilità di regolare i parametri di spargimento (dosaggio sale e larghezza ventaglio di spargimento).
Dopo l’ILF è stato il turno di una pala gommata idrostatica di Palazzani con la lama ad unico settore denominata Titano 320.
La struttura portante di questa lama è costituita da una trave orizzontale a sezione rettangolare, cui è incernierato posteriormente il parallelogramma con la relativa piastra di aggancio e anteriormente l’alerone monolitico. Il sistema di assorbimento degli urti radenti è realizzato tramite molle in acciaio agenti in compressione. La movimentazione lama avviene tramite cilindri idraulici con valvole di sovrapressione inserite sul circuito di inclinazione (rotazione dx – sx).
Attrezzatura abbinabile sia ad autocarri che a macchine agricole/operatrici, è ideale per un impiego su strade extraurbane e di fondo valle.
Le successive due macchine (due Mercedes-Benz Actros, a 2 e a 3 assi) presentavano anteriormente lame Raptor M e posteriormente spargitori Bronto e Gigant, rispettivamente da 6 e 7 m3.
La serie Raptor è particolarmente adatta nell’impiego autostradale e su strade extraurbane di grande percorrenza. Possono essere dotate in primo equipaggiamento di coltelli raschianti in vulkollan (versione presentata sul veicolo a 2 assi) o coltelli in acciaio antiusura Ardox 500, quest’ultimi installati con interposizione di uno speciale inserto in poliuretano che garantisce l’assorbimento degli urti radenti. Sono sempre presenti accessori quali luci d’ingombro a led, paracolpi laterali, bandierine, piedi di parcheggio e gruppo fari supplementari.
Le centraline elettroidrauliche che costituiscono la fonte di energia per il funzionamento autonomo delle lame, possono essere dotate di pulsantiere di comando tradizionali, ovvero con semplice cavo multipolare di alimentazione, oppure di innovativi radiocomandi. Tutti i sistemi sono completi di software per la parzializzazione del peso a terra, indispensabile quando si opera con i coltelli in vulkollan.
La Raptor, in versione optionalizzata presentata sul veicolo a 3 assi, prevede la possibilità d’avere un doppio coltello. Il primo in acciaio antiusura, il secondo, inseribile con sistema idromeccanico e comando elettrico da pulsantiera, dotato di inserto sagomato in vulkollan.
Gli spargitori Bronto e Gigant anch’essi destinati ad una grande viabilità, presentano il solito sistema di spargimento combinato, che caratterizza la produzione Acometis, coclea a passo variabile e disco di spandimento in acciaio inox, integrati dall’azione di un albero frantumatore longitudinale, sovrastante la coclea, protetto da un tettuccio in acciaio inox.
Lo scivolo posteriore in questo caso, essendo lo spargitore abbinato a mezzi con pianale di carico posto ad una discreta altezza rispetto al piano stradale, assume dimensioni molto importanti. E’ sempre dotata di un sistema di ribaltamento assistito e della regolazione in altezza. Inoltre, è accessoriata da un gruppo elettro-meccanico che consente, tramite comando da pulsantiera, la realizzazione dello spargimento simmetrico o asimmetrico, rispetto all’asse longitudinale mediano del mezzo. Sistema, quest’ultimo, particolarmente utilizzato nella viabilità autostradale.
La lama Trice 8/320 e lo spargitore Bronto da 4 m3 sono stati installati su un Unimog U400. La lama presenta una struttura portante monolitica in acciaio sagomata a freddo alla quale sono incernierati una serie di elementi mobili, dotati di cinematismi a bielle e molle agenti in compressione, che permettono di superare con agilità le diverse asperità presenti sul terreno, riducendo al minimo la massa d’urto ed eliminando completamente le vibrazioni. La larghezza minima dei diversi settori unitamente ai particolari cinematismi a bielle, consente alla Trice di copiare perfettamente la curvatura trasversale della strada, con un ottimo risultato di sgombero neve.
L’attrezzatura è versatile, adatta all’impiego sia in aree urbane che extraurbane e comunque in tutte quelle strade a fondo discontinuo.
Il mezzo successivo era un trattore agricolo, il John Deere 6125R con la lama Stego 4/360 e lo spargitore Eudimo da 1,35 m3.
La lama Stego è stata progettata per un utilizzo in presenza di abbondanti innevamenti: è estremamente robusta ed equipaggiata con un efficiente sistema di superamento ostacoli. Forte e flessibile la lama Stego lavora correttamente anche in presenza di neve pressata e ghiacciata. L’angolo di attacco al suolo è di ben 25°, il profilo curvilineo è accentuato e rialzato all’esterno e la costruzione è molto robusta. Ogni settore è equipaggiato con quattro braccetti rigidi per una perfetta stabilità e un listello ammortizzante in poliuretano, che ammortizza ed evita eventuali ostacoli compiendo un movimento simultaneo di sollevamento e rotazione. Una volta superato l’ostacolo, una robusta molla di richiamo riporta automaticamente il settore in posizione di lavoro.
Lo spargitore Eudimo autocaricante è agganciabile al sollevatore a 3 punti, tipico delle trattrici agricole. A parte la capacità della tramoggia, in questo caso pari a 1.350 l, presenta le stesse caratteristiche costruttive meccaniche e di qualità del modello presentato sulla Kommunal.
La gamma degli autocaricanti Eudimo è disponbile da 0,6 a 1,8 m3.
Successivamente è stato presentato un altro mezzo prodotto in casa Energreen, l’ILF S1500, allestito con la lama Citro 335.
Quest’ultima è una lama monolitica per grande innevamento, di elevata robustezza, costituita da un alerone con raggio di curvatura aperto in modo da agevolare al massimo lo scarico della neve. Dotata di serie di comando idraulico per l’inclinazione sul piano stradale, può lavorare altresì in posizione ortogonale, in modo da raschiare lo strato di ghiaccio facilmente presente in alta quota.
Equipaggiata di accumulatore ad azoto sul circuito idraulico per la movimentazione longitudinale (avanti/indietro) dell’alerone, assorbe con questo sistema gli urti radenti. Una volta superato l’ostacolo, l’azoto in pressione all’interno dell’accumulatore agisce in modo tale da riportare automaticamente l’alerone in posizione verticale di lavoro.
Può essere montata su trattori agricoli, autocarri pesanti, pale gommate di adeguata struttura ed è ideale in montagna in condizioni di abbondanti precipitazioni nevose.
Ultimo prodotto presentato della Winter Division, installato su un autocarro a 3 assi MAN, è l’Hercules. Si tratta di un’innaffiatrice di cloruri da posizionare sui pianali o sui controtelai dei veicoli industriali pesanti, azionabile da un apposito impianto idraulico proprio del veicolo o tramite motore ausiliario indipendente. Il telaio portante, internamente in acciaio inossidabile, contiene una serie di serbatoi in polietilene rotazionale, dotati di frangiflutti interni, aventi ottima resistenza agli urti ed alle dilatazioni termiche. La serie dei frangiflutti riduce al minimo la forza centrifuga generata durante la marcia.
33 ugelli, posizionati su una doppia barra innaffiante posteriore in acciaio inox, garantiscono una larghezza di spandimento da 3,5 a 12 metri.
Al termine della presentazione della neo Winter Division, il pubblico è stato accompagnato in visita all’interno dell’azienda, prendendo visione delle linee di taglio laser robotizzate, degli altri innumerevoli specifici macchinari e potendo verificare la grande organizzazione e la notevole capacità produttiva.
Infine, come dimostrazione pratica dell’efficacia dei materiali utilizzati e dei sistemi di sicurezza adottati nella costruzione delle diverse attrezzature sgombraneve, al centro dell’arena è stata realizzata una pista di prova in acciaio, sulla cui superficie è stato saldato un perno avente altezza di 10 cm.
Si è simulato in questo modo il superamento di un ostacolo che si può comunemente trovare durante le normali azioni di sgombero neve.
Tutte le attrezzature ed in particolare la Stego, Lexo e Trice hanno superato agevolmente la prova.
Una nota di colore riguarda la denominazione delle diverse attrezzature che si ispira al mondo dei dinosauri. Il nome commerciale assegnato è riconducibile alle caratteristiche fisiche e alla mole dei diversi sauri che hanno popolato, in modo contrastato, il nostro pianeta nel lontano giurassico.


