I cosiddetti “finti autovelox” sono “dispositivi costituiti da contenitori vuoti in materiale prevalentemente plastico di varia foggia e colorazione che vengono posti a margine della strada con il dichiarato intento di condizionare la velocità dei veicoli”. La diatriba tra Ministero e Comuni circa l’utilizzo di tali dispositivi pare essere, oggi, alle battute finali: dopo circa 9 interrogazioni sul punto (intervenute tra il 2010 e il 2014), il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ribadito, proprio pochi giorni fa (il 19.3.14), al Presidente dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Piero Fassino, il proprio parere negativo su questi dissuasori di velocità. Il Ministero ha infatti ritenuto che questi dispositivi “non sono inquadrabili in alcuna delle categorie di dispositivo o di segnaletica previste dal vigente Codice della Strada” e, pertanto, “non sono suscettibili né di omologazione né di approvazione o autorizzazione”, a maggior ragione perché possono costituire un pericolo per la circolazione, trattandosi di manufatti fissi, quindi di ostacoli, pur se collocati a bordo carreggiata. Il giro di vite è drastico tanto che – viene da pensare – saranno i Comuni, ora, a dover fare i conti con il bilancio annuale approvato, verificando quanto speso per le installazioni di “finti autovelox” (bocciate dal Ministero) e il relativo ritorno economico in termini di sanzioni amministrative. Infatti il Codice della Strada prevede che i proventi delle multe inflitte dagli autovelox possono essere utilizzati dai Comuni per il 50%, destinandoli ai più diversi interventi stradali, all’acquisto di mezzi e attrezzature per la Polizia Stradale, all’incremento della sicurezza per gli utenti deboli (bambini, anziani, disabili, pedoni e ciclisti…) Ma, considerato che i “finti autovelox” non permettono l’accertamento dell’infrazione (non avendo al loro interno il rilevatore di velocità), quale ritorno economico garantiranno? Non è un caso se, nell’ultimo anno, i proventi percepiti dai Comuni per contravvenzioni stradali sono in netta diminuzione, all’incirca del 50% rispetto a quanto percepito nel 2012. I Municipi, dunque, come giustificheranno ai cittadini la voce negativa del bilancio comunale? Si attendono delibere di giunta chiarificative della questione.