Marco Boschini – Associazione Nazionale dei Comuni Virtuosi
E’ Montechiarugolo il comune più virtuoso d’Italia nel 2013. Il riconoscimento è stato ufficializzato in occasione della cerimonia di premiazione del 21 settembre scorso a Senigallia (AN).
Amministrare un comune, oggi, è fatica. Trincea. Farlo con gli occhi della sostenibilità è camminare nel buio. A Montechiarugolo però non ci si spaventa di nulla. L’ignoto diventa una sfida da vincere per amministratori curiosi e intraprendenti. In questo comune di 10.500 abitanti in provincia di Parma, hanno inventato una cosa solo apparentemente semplice. Risparmiare energia, con la realizzazione di una centrale invisibile, da un NEGAWATT.
Già nel 2011 l’amministrazione aveva avviato la sperimentazione di quartieri a LED in una frazione del territorio. L’80% e oltre di risparmio ha fatto il resto, convincendo sindaco e giunta a tentare ciò che ancora in Italia non era mai avvenuto, la riqualificazione di tutta la rete di illuminazione pubblica utilizzando il contratto di disponibilità. In sostanza il privato mette a disposizione un bene, in questo caso il corpo illuminante a LED, assumendo ogni onere e rischio di progettazione, installazione, gestione tecnica e costante disponibilità di quanto fornito per tutto il periodo di contratto con l’amministrazione. Il comune corrisponde un canone annuale di disponibilità, che potrà essere decurtato nel caso in cui le prescrizioni richieste non siano rispettate. Il canone pagato è inferiore al valore dell’energia risparmiata, per cui l’operazione è vantaggiosa anche dal punto di vista economico, ed inoltre risulta neutra ai fini del famigerato patto di stabilità, che impantana gli enti locali e uccide l’economia virtuosa. Alla fine del periodo i beni resteranno di proprietà dell’amministrazione, a costo zero.
Il 19 luglio scorso è stato pubblicato sul BUR dell’Emilia Romagna il bando pubblico per un importo a base d’asta di 2.205.440 € oltre IVA di legge, che deriva dalla somma dei canoni annuali di disponibilità (la rata, oggetto di ribasso, non potrà superare i 128.000 euro l’anno), cui vanno aggiunti lavori accessori per circa 400.000 euro, somma che il comune incamera da un contributo della regione, che ha così voluto valorizzare l’originalità ed efficacia del progetto. Chi si aggiudicherà l’appalto avrà 150 giorni per realizzare tutti gli interventi: sostituire 2.400 corpi illuminanti, installare nuovi pali di illuminazione, aggiornare 65 quadri elettrici, creare una rete MESH su tutto il territorio comunale e fornire un nuovo software con cui controllare in remoto tutta l’illuminazione del territorio.
Questo progetto consentirà di risparmiare qualcosa come 200 tonnellate equivalenti di petrolio. Eviterà l’immissione in atmosfera di 500 tonnellate di CO2. Ridurrà del 90% l’inquinamento luminoso verso l’alto. Porterà i consumi dagli attuali 1.500.000 a 693.440 kWh, con una drastica riduzione del 48%. Tutto ciò consentirà di liberare circa 215.000 euro sul bilancio annuale e di ottenere un saldo corrente positivo di circa 90.000 euro. Qui hanno pensato anche al materiale elettrico attualmente installato, che sarà valorizzato e reimpiegato in centri specializzati. Della serie non si butta via niente.
Maurizio Olivieri è l’assessore all’ambiente del comune. E’ una di quelle persone che mentre ti sta raccontando una cosa, dentro, da qualche parte, sta masticando altre idee, immaginando scarpe e strade per renderle percorribili.
“Si tratta di un progetto cui abbiamo lavorato a lungo, perché è il primo bando di messa in disponibilità applicato alla pubblica illuminazione pubblicato in Italia (e anche uno dei primi con questa formula in generale), e dunque non avevamo molti punti di riferimento cui ispirarci. Lo abbiamo studiato partendo dall’esperienza del comune virtuoso di Massarosa (LU), e facendo soprattutto ricorso alle nostre risorse interne e ai nostri consulenti, in collaborazione con altri comuni che intendono valutare questo tipo di soluzione. Ci aspettiamo un risparmio annuo di oltre 200.000 euro e una rete completamente rinnovata, oltre alla creazione di un nuovo importante asset di proprietà pubblica: una rete di trasmissione dati che consentirà a Montechiarugolo di diventare la prima smart city della regione, con la quale potremo erogare ulteriori servizi innovativi ai cittadini. Con i risparmi che avremo, la copertura dei nostri consumi con le rinnovabili salirà ad almeno il 300%”.
Ha smania di comunicare, Olivieri. In quest’Italia in cui passano solo notizie di disastri e scandali, quando si parla di enti locali e istituzioni, la storia di Montechiarugolo è una boccata di aria fresca. Che fa ben sperare. E che dimostra quanta complessità si celi, dietro un progetto capace di futuro come questa meravigliosa centrale invisibile.
Amministrare un comune, oggi, è fatica. Trincea. Farlo con gli occhi della sostenibilità è camminare nel buio. In una notte di nebbia e insidie. Poi, ogni tanto, si accende un’idea, che illumina la strada. E tutto si fa chiaro.


