Difendere l’ambiente e contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici attraverso l’adozione di pratiche virtuose: questo imperativo è ormai entrato anche nelle pratiche di acquisto della pubblica amministrazione attraverso il cosiddetto GPP (Green Public Procurement) che regolamenta la pratica di inserire criteri ambientali nelle procedure di appalto.
Tale pratica, ormai non più una novità, è stata profondamente rinnovata, prima dal cosiddetto “Collegato Ambientale” (L. 221/2015) poi dal recente nuovo codice degli appalti (D. lgs. 50/2016).
Le novità introdotte sono molte e la pratica degli acquisti verdi viene sempre più proposta dal legislatore come una parte organica delle procedure di acquisto che sempre meno sono volte al puro contenimento della spesa.
Al contrario il nuovo codice degli appalti dà una chiara preferenza a processi di selezione che permettano di valorizzare gli aspetti qualitativi delle offerte, la riduzione dei costi sul lungo periodo (in particolare quelli energetici) oltre agli aspetti ambientali e sociali.
Dal punto di vista del mercato dei lubrificanti ecologici, la possibilità di utilizzare i costi del ciclo di vita come metodo di valutazione delle offerte è forse più significativa dell’obbligo di applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) che riguardano i lubrificanti solo in modo tangenziale.
La valutazione del costo del ciclo di vita, normato dall’art. 96 del nuovo codice, comprende i costi sostenuti dall’amministrazione aggiudicatrice durante tutta la vita del prodotto, servizio o lavoro e non solo il costo di acquisto. Tra questi sono compresi: i costi connessi all’utilizzo, come il consumo di energia e altre risorse; i costi di manutenzione; i costi relativi al fine vita, come i costi di raccolta, di smaltimento e di riciclaggio; i costi imputati a esternalità ambientali come le emissioni di CO2 o di inquinanti.
Applicato all’acquisizione di lubrificanti, e a tutti quei prodotti o servizi che prevedono l’utilizzo di lubrificanti (veicoli e attrezzature utilizzate per i servizi di trasporto pubblico, gestione del verde urbano, gestione rifiuti…) tale criterio permette di valorizzare le caratteristiche proprie dei lubrificanti ecologici e biodegradabili. Un lubrificante ecologico o biodegradabile, come i prodotti della linea Panolin ECLs (Environmentally Considerate Lubricants), non è solo un composto chimico meno inquinante se disperso nell’ambiente, ma possiede delle caratteristiche tecniche che permettono di migliorare le prestazioni complessive dei macchinari su cui sono utilizzati, comprese quelle ambientali.
I prodotti Panolin ECLs, distribuiti in esclusiva sul territorio nazionale da E.C.O. Italia, sono lubrificanti 100% sintetici a base di esteri saturi (HEES secondo ISO 15380) che garantiscono livelli prestazionali di alta gamma decisamente superiori rispetto ad un corrispondente olio minerale: maggiore stabilità del prodotto alle variazioni di temperatura, maggiore durevolezza e mantenimento delle caratteristiche nel tempo, filtrabilità e maggiore protezione dei macchinari.
Tali caratteristiche permettono di allungare la vita utile dell’olio, aumentando la durata degli intervalli tra un cambio d’olio e l’altro, diminuendo i fermi macchina ed andando ad incidere positivamente sui costi di esercizio complessivi. Di più, permettendo il consumo di un quantitativo minore di olio, si va ad incidere su tutti gli aspetti proposti dall’art. 96: i costi di manutenzione, smaltimento e le esternalità ambientali quali emissioni di inquinanti e CO2.
I prodotti Panolin sono già stati scelti da numerosi clienti pubblici, in particolare da società multiutility per equipaggiare i veicoli per la raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade.
In questa occasione vogliamo presentare l’esempio di un consorzio di bonifica con sede in Emilia Roma­gna, che svolge un importante lavoro di presidio e monitoraggio del territorio dal punto di vista idrogeologico me­diante la gestione delle acque piovane, la manutenzione di una fitta rete di canali e di strade interpoderali, nonché di impianti idrovori di sollevamento a beneficio delle comunità residenti (attualmente 60 comuni).
La salvaguardia dell’ambiente è una delle priorità di un consorzio di bonifica, e viene perseguita attraverso scelte consapevoli, anche in materia di lubrificanti.
Incontriamo il responsabile operativo della manutenzione di una delle sedi del consorzio, che da tempo ha optato per l’utilizzo di lubrificanti e grassi ecologici per le paratoie degli impianti e per i mezzi agricoli che effettuano la manutenzione degli argini dei canali, al quale rivolgiamo alcune domande relative a questa scelta.
Quale tipologia di prodotto usate? Per quale applicazione?
“Utilizziamo più prodotti in base alle diverse esigenze applicative.
Per la lubrificazione esterna delle catene delle paratoie stiamo utilizzando Panolin Biotrack E, mentre per la lubrificazione interna utilizziamo Panolin Stella Maris.”
Quali sono state le motivazioni che vi hanno portato a scegliere questi prodotti?
“I motivi che ci hanno portato alla scelta di lubrificanti e grassi ecologici sono legati alla delicatezza della nostra attività: il consorzio presta estrema attenzione agli aspetti della sicurezza (non a caso ha ottenuto numerose certificazioni in questo ambito) essendo responsabile, tra le altre cose, della gestione e distribuzione delle acque piovane ad uso irriguo a favore dei fondi agricoli dislocati nel territorio di competenza, per cui deve avere la sicurezza che in caso di incidentale sversamento di lubrificante (cosa accaduta anche di recente) non ci siano conseguenze dannose per l’ambiente circostante. Per quanto riguarda le catene delle paratoie, abbiamo riscontrato in questi lubrificanti e grassi prestazioni tecniche molto buone e allo stesso tempo caratteristiche di biodegradabilità in grado di assicurare che l’ambiente acquatico non subisca danni in caso di incidenti. Oltre all’aspetto della biodegradabilità, inoltre, questi prodotti evitano l’effetto “arcobaleno” caratteristico dei prodotti a base minerale e che, in luoghi di interesse turistico, non sono di poco conto.”
Quali vantaggi state riscontrando?
“Oltre alla sicurezza ambientale che la formulazione assicura, abbiamo constatato una resa tecnica eccellente ed una durata maggiore rispetto ad analoghi prodotti a base minerale: praticamente il prodotto può essere usato senza dover essere cambiato per un tempo molto più prolungato rispetto a quanto accade usando un prodotto minerale. Questo, in una prospettiva di medio – lungo periodo, determina un sensibile abbattimento dei costi complessivi.
L’esperienza positiva che constatiamo ci sta persuadendo ad inserire i lubrificanti ecologici tra i criteri da considerare per l’assegnazione degli appalti a società terze (ad esempio per la manutenzione dei bordi dei canali irrigui).”