Il CIRF, Centro Italiano di Riqua­lificazione Fluviale, un’associazione culturale tecnico-scientifica senza fini di lucro fondata nel luglio 1999 per favorire la diffusione della cultura della riqualificazione fluviale e dei “saperi” ad essa connessi, ha organizzato, in collaborazione e presso la sede del consorzio di bonifica veneziano Dese Sile, una giornata dimostrativa di mezzi d’opera ed attrezzature.
La manifestazione ha rappresentato un’occasione per gli enti, gli operatori ed i costruttori che lavorano per la manutenzione dei canali e dei corsi d’acqua di conoscere, confrontarsi ed osservare come un diverso approccio possa portare a grandi risultati.
L’incontro ha avuto come principale obiettivo quello di raccogliere, descrivere e vedere all’opera le più recenti attrezzature e mezzi d’opera prodotti per il settore della manutenzione dei corsi d’acqua. Questo risulta essere il primo evento nazionale specifico per il mondo della bonifica in senso lato in cui si possono apprezzare “sul campo” le macchine operatrici d’ultima generazione. Il cantiere si è sviluppato lungo la sponda destra idraulica del canale denominato “Scolmatore” in località Tessera, nel Comune di Venezia.
Particolare interesse è stato rivolto inoltre alle nuove metodologie ed alle tecniche da adottare per eseguire gli interventi di manutenzione ordinaria sui corsi d’acqua, quali lo sfalcio della vegetazione d’alveo, con un workshop improntato a presentare in un’ottica innovativa non meramente legata al nuovo mezzo o strumento adottato, ma al diverso uso delle attrezzature tradizionali, dove si è voluto sottolineare l’importanza ambientale del rilascio di tratti di vegetazione ai fini dell’autodepurazione fluviale e della fauna riparia. Inoltre, in ambiente agricolo risulta importante l’asporto della vegetazione dall’alveo, possibile con alcune attrezzature presenti in dimostrazione, per la riduzione dell’apporto di nutrienti al corpo idrico, limitando in tal modo i fenomeni di eutrofizzazione delle acque.
Ferri, a questa manifestazione, ha puntato l’interesse sulla sua testata trinciante idraulica TMKD 230 da applicare su escavatori con un peso minimo di 12.000 kg ed una larghezza di lavoro di 2,23 m. Questa tipologia di trince permette di utilizzare la potenza di escavatori semoventi per i lavori di sfalcio in situazioni impossibili con altre attrezzature, ed anche lavori più accessibili, con il comfort di lavoro di un mezzo che consente la perfetta visione dell’area di lavoro. La trincia Ferri può essere dotata inoltre di ralla girevole per poter eseguire i tagli in tutte le direzioni, potendo quindi operare sia in andata che in ritorno.
Per sottolineare una ricerca di efficienza, Ferri ha inoltre esposto un trattore New Holland allestito con trincia anteriore e trincia a sbalzo posteriore che, grazie alla possibilità di lavorare con entrambe le attrezzature in contemporanea, permettono in una passata il lavoro sia sulla parte piana che inclinata della sponda di un canale.
L’azienda svizzera Rapid ha eseguito il lavoro di sfalcio con una falciatrice idrostatica professionale per grandi pendenze. Questa particolare falciatrice monoasse è dotata di un motore a quattro tempi da 9 CV con raffreddamento ad aria; la trasmissione è idrostatica in continuo con regolazione di velocità tramite manopola girevole, per una perfetta regolazione della velocità di avanzamento. Per il lavoro su di un terreno così impegnativo erano montate ruote dentate di acciaio, che naturalmente possono essere sostituite sia con ruote in gomma che di altre forme per i lavori su tutti i tipi di superfici. Sempre in dimostrazione, Rapid ha utilizzato una barra falciante che può essere di differenti dimensioni, oltre a poter montare una trinciatrice.
Reform ha lavorato con il suo portattrezzi Metrach H7 che presenta una motorizzazione DaimlerChrysler a 4 cilindri diesel iniezione diretta da 68 CV.
Lo sterzo su entrambi gli assi commutabile in tutte le conformazioni durante la marcia, la trazione integrale, attivabile e disattivabile, i blocchi dei differenziali con 100% azione di blocco, gli assi con comandi finali ad elevato carico assiale anteriore e posteriore, gli pneumatici a bassa pressione e la trasmissione idrostatica con cambio mecanico a due livelli (comando a scelta automotiv con pedale acceleratore e/o con leva multifunzionale), hanno permesso, con trincia anteriore, un lavoro egregio su di un terreno con piccoli spazi di manovra e pendenze estreme. Naturalmente le possibilità di questo portattrezzi non si fermano al solo sfalcio con trincia o barra falciante ma si possono ampliare in differenti lavori con attrezzature adeguate.
Osma ha lavorato con la sua ultimissima attrezzatura, praticamente collaudata in questa occasione.
Questa nuova trinciatrice vede un nastro deviatore applicato su una trinciatrice idraulica Osma modello DHLI 220.
La serie DHLI permette lo sfalcio oltre il filo della sagoma del trattore, che in posizione di massima apertura dell’attrezzo arriva tra i 120 e i 130 cm oltre il filo ruota del trattore. Ciò è reso possibile dalla trasmissione idraulica che toglie i vincoli geometrici dovuti al cardano.
Il modello DHLI 220 è il maggiore della serie, con una larghezza della testata trinciante di 220 cm ed un peso di 870 kg.
Il nastro applicato a questa trincia in pratica funge come sistema di deviazione per l’allontanamento dell’erba trinciata: azionato tramite impianto idraulico è regolabile in velocità per il giusto controllo del deposito del trinciato. Questo sistema nasce dall’esigenza di non lasciare sulla sponda il materiale tagliato, al fine di evitare, con le piogge o con l’innalzamento del livello dell’acqua del canale, problemi di intasamento agli impianti idrovori, oltre a permettere di far sedimentare il trinciato sulla parte piana della sponda per il rilascio dell’azoto contenuto.
Per lo stesso scopo Hymach ha lavorato con un braccio ventrale con una testata dotata di nastro per il lancio del trinciato; naturalmente il nastro applicato alla testata di un braccio, oltre al potenziometro per regolare la gittata, ha la possibilità di invertire il senso di rotazione per consentire la direzione di lancio corretta anche per le lavorazioni sulla sponda opposta del canale.
Le macchine che hanno lavorato dopo dimostrano la volontà di staccarsi dalla semplice trattrice agricola per creare una nuova tipologia di attrezzatura specifica per il taglio delle sponde dei canali e non solo.
Energreen ha portato i due modelli ILFS 1500 3P da 8,5 m e ILFS 1500 da 12 m, effettuando la dimostrazione con la seconda.
Le caratteristiche principali di questa macchina sono: la trazione idrostatica a due velocità azionata da un motore John Deere power Tech 4 cilindri da 115 CV; le 4 ruote sterzanti che consentono tutti i tipi di sterzatura; bloccaggio differenziali al 100%; rotazione della cabina per poter operare in direzione dell’utensile; impianto idraulico in circuiti chiusi indipendenti che consente una totale contemporaneità nei movimenti senza calo di prestazioni dei servizi; testata trinciante con rotazione di 180° per lavorare sia in andata che in ritorno.
Il modello 3P con braccio alla francese in tre pezzi evidenzia l’utilità di poter lavorare con il doppio manipolatore, come in un escavatore, per l’utilizzo della benna falciante nel taglio della canna all’interno del corso d’acqua.
Hymach ha presentato in anteprima assoluta il nuovissimo J-FOX, nato dalla collaborazione Hymach-Barigelli, che unisce l’eperienza ultreventennale nel campo delle macchine tagliaerba di Hymach ad un mezzo progettato e costruito appositamente per per questo tipo di attrezzature. Nella versione che ha lavorato alla dimostrazione, il braccio, posizionato lateralmente al semovente, ha una lunghezza di 12,5 m. Il semovente ha un motore a 6 cilindri della potenza di 170 CV, 4 ruote motrici, sterzo con idroguida a tre combinazioni. La cabina insonorizzata con aria condizionata e riscaldamento ha la possibilità di traslare longitudinalmente, e la guida è reversibile per consentire all’operatore di posizionarsi con una visuale corretta rispetto alla zona di lavoro. L’attrezzaura per lo sfalcio erba, serie Extreme, è costituita da braccio a movimentazione idraulica, posizionato lateralmente, composto da tre segmenti articolati e terminale telescopico a tre sezioni ad uscita sequenziale. Il sistema di articolazioni e gli sfili permettono di movimentare il braccio nelle posizioni di lavoro estreme e quindi poter affrontare le situazioni anche più disagevoli (alberature, scarpate profonde, terrapieni, banchine). La testata trinciatrice ha chassis ad arco, conformazione che aiuta lo scarico del materiale trinciato, carter anteriore apribile e larghezza utile di taglio di 120 cm, ma è possibile installare testate da 100 o 150 cm. L’attacco testata è del tipo girevole, che permette all’attrezzo di ruotare di 360° rispetto al piano orizzontale e configurarsi con la bocca di taglio all’indietro in modo da poter trinciare sia in andata che in ritorno sfruttando pienamente la guida reversibile del semovente. Il rotore di serie ha coltelli disposti ad elica per ottenere un taglio costantemente uniforme, ma è intercambiabile con qualsiasi altro rotore Hymach per i più svariati tipi di vegetazione; il rullo di appoggio è regolabile per ottenere l’altezza di taglio ideale. L’impianto di funzionamento dell’attrezzatura è integrato nell’impianto proprio del mezzo ed è costituito da pompe a pistoni e distributore elettroidraulico proporzionale a sezioni compensate con comandi a mezzo di manipolatore monoleva; la sede che accoglie il braccio è stata studiata e predisposta per questo tipo di applicazione, inoltre la macchina una volta chiusa a riposo resta perfettamente in sagoma per permettere la libera circolazione su strada.
J-FOX si propone come un mezzo altamente versatile: può essere infatti allestito con diverse attrezzature per lavori in combinata o alternative fra loro. La caratteristica essenziale è che in qualsiasi caso l’attrezzatura specifica può essere facilmente staccata per dedicare il semvoente ad un diverso utilizzo e sono previste a tale scopo, oltre a quella laterale, altre tre posizioni di attacco ove installare attrezzature per la manutenzione del verde, come pure per quella delle strade estiva o invernale: su sollevatore (o piastra portattrezzi) anteriore o posteriore con collegamento alla rispettiva PTO o ancora sulla piattaforma dietro cabina.
Altra azienda in dimostrazione è stata la tedesca Michaelis, interessata a proporre anche in Italia le sue ceste falcianti estremamente differenti rispetto a quelle tipicamente utilizzate nel nostro paese. Le principali differenze risiedono in una curvatura più stretta, una leggerezza di struttura che sottolinea l’importanza di un loro corretto utilizzo, soprattutto per il rispetto della vegetazione dei canali, e la possibilità di larghezze più elevate, partendo da 2,2 m per arrivare fino ai 5 m.
Ha chiuso la manifestazione la motobarca Osma che ha dimostrato in campo le sue doti con una barra falciante a T (1,8 x 1,8 m) con trasmissione idraulica, inclinazione a mezzo cremagliera su entrambi i lati di 90° e posizionamento in acqua/messa a riposo tramite cilindro idraulico.
La motorizzazione a 4 cilindri in versione aspirata o turbo, per 45 e 60 CV, è posizionata sotto una cofanatura insonorizzata che la rendono particolarmente silenziosa. Il sistema di propulsione è ad elica sterzante e regolabile in altezza idraulicamente, con sistema antimpigliamento di erbe a controcoltello, caratteristiche che permettono un’estrema manovrabilità anche in canali estremamente angusti.