Artigiana Costruzioni S.r.l., azienda con sede a Villa di Tirano (SO), specializzata nella realizzazione di opere di difesa del territorio montano dai problemi di caduta massi, instabilità dei versanti e caduta valanghe, da diversi anni ormai, produce e commercializza in Italia e all’estero gli elementi Vela, strutture progettate con la duplice funzione di opera fermaneve e consolidatore/riprofilatore di versanti franosi. Negli ultimi anni infatti, strutture prefabbricate in acciaio di tipo tridimensionale, modulare e mono-ancoraggio hanno affiancato, quali sistemi impiegati nella protezione dalla caduta valanghe e dell’instabilità dei versanti, le tradizionali opere di difesa attiva quali i ponti e le reti da neve per quanto concerne le valanghe, le terre rinforzate e le gabbionate per quanto riguarda l’azione di consolidamento dei versanti in frana.
I fattori che hanno consentito alle strutture Vela di diffondersi all’interno del panorama tecnologico del settore sono molteplici: principalmente, la facilità di posa in opera (grazie al peso contenuto), la riduzione dei tempi di cantiere (trattasi di strutture mono-ancoraggio) e la marcata adattabilità all’andamento morfologico del terreno (grazie alla modularità degli elementi). Dette caratteristiche hanno consentito a tali strutture di diventare estremamente competitive con le già citate opere di difesa attiva tradizionalmente impiegate per fronteggiare questo tipo di problematiche.

La struttura
Gli elementi Vela si compongono di una struttura di supporto, una di intercettazione e/o di contenimento ed una di ancoraggio al terreno. La prima è costituita da una coppia di profilati a sezione aperta sovrapposti l’uno sull’altro e rigidamente vincolati in mezzeria a formare una croce di S. Andrea; il telaio così formato funge da supporto per la struttura d’intercettazione realizzata mediante un pannello ad anelli in trefolo d’acciaio, concatenati in almeno quattro punti, cui è accoppiata una rete a maglia fina anch’essa in filo d’acciaio. Orto­go­nalmente al piano formato dai profilati in acciaio, è connesso un tubo a sezione cava, il quale, insieme ai quattro stralli in fune d’acciaio (uno per ogni braccio della croce di S. Andrea) che costituiscono i vertici della piramide a base quadrata caratterizzante la forma della Vela, collega la struttura d’intercettazione alla struttura di ancoraggio, garantendo in questo modo la resistenza dell’elemento alle azioni esterne. Ai fini della durata nel tempo di queste strutture, caratteristica fondamentale è rappresentata dalla zincatura eseguita a caldo, in accordo con la normativa UNI EN ISO 1461.
La Vela impiegata come barriera fermaneve viene attualmente prodotta da Artigiana Costruzioni in quattro modelli diversi i cui elementi costitutivi elementari sono stati dimensionati sulla base del parametro Dk (cfr. norme WSL-UFAFP Berna – CH), che rappresenta lo spessore della coltre nevosa valutata ortogonalmente al pendio e trattenuta dalla superficie d’appoggio della barriera, e considerando i seguenti parametri d’impiego:
• z – quota sul livello mare: 3.000 m
• ø – angolo d’inclinazione pendio: 40°
• N – fattore di scivolamento: 2,4.
I modelli a tutt’oggi disponibili sono i seguenti: Dk 2.50 – 3.00 – 3.50 – 4.00.

Vela fermaneve. Esempio
di utilizzo: Monte Zoncolan (2006)
Nel corso del 2006 è stato completato l’intervento di protezione da fenomeni di caduta valanghe, iniziato nel 2005, mediante l’impiego di elementi Vela nel comprensorio dello Zoncolan in comune di Sutrio (UD), gestito dalla società Promotur S.p.A. In questo ambito sono state impiegate strutture Vela modello Dk 3.50 in numero sufficiente a garantire la messa in sicurezza della nuova pista Tamai. Grazie alla citata riduzione dei tempi di realizzazione consentita dalle strutture Vela, è stato possibile ultimare gli interventi in tempo utile per la stagione turistica invernale.
Il sito d’intervento, rappresentato dal versante settentrionale del monte Tamai (quota max ~ 2.000 m s.l.m.), presentava una pendenza compresa tra i 25° (al piede) ed i 40° (in sommità). Dall’esame della C.L.P.V. (Carta di Localizzazione dei Pericoli da Valanga) risultava manifesta la presenza di eventi valanghivi pregressi osservati e censiti su tale documento; da queste considerazioni è disceso che il versante era da considerarsi per la quasi totalità della sua estensione a rischio potenziale di caduta valanghe.
Come già anticipato, dalle rilevazioni nivometriche è stato ricavato un valore Dk pari a 3,50 m, corrispondente ad un tempo di ritorno di 50 anni. La copertura vegetale era caratterizzata in prevalenza da ontani ed arbusti vari, la cui resistenza al passaggio della neve è stata ritenuta pressoché nulla. La scelta progettuale è consistita, quindi, nel posizionare gli elementi Vela secondo una serie di filari orizzontali distanziati reciprocamente in ottemperanza a quanto espresso dalle Direttive Svizzere. Le modeste caratteristiche geotecniche del sottosuolo hanno determinato la scelta di realizzare ancoraggi in fune spiroidale ø 16 mm e di lunghezza pari a 4,50 m per gli elementi intermedi; per quelli marginali, maggiormente caricati, gli ancoraggi in fune avevano diametro pari a 20 mm e lunghezza di 6 m. Entrambe le tipologie di ancoraggi presentavano la testa protetta mediante una redancia pesante in acciaio (interna) ed un tubo ripiegato entro cui era alloggiata la fune in acciaio (esterno).
Operativamente, il procedimento esecutivo seguito è stato il seguente:
1. tracciamento e livellamento in quota dei filari; successivo disbosco limitato alla sola fascia di ingombro/operativa delle strutture;
2. trasporto in quota dell’attrezzatura di perforazione e successiva realizzazione dei fori entro cui introdurre gli ancoraggi in doppia fune d’acciaio;
3. introduzione degli ancoraggi ed inghisaggio al terreno mediante boiacca di cemento;
4. in contemporanea alle suddette operazioni, assemblaggio delle strutture Vela per il loro successivo trasporto in quota mediante elicottero e definitivo fissaggio all’ancoraggio anzitempo predisposto;
5. fissaggio mediante grillo in acciaio all’ancoraggio finito.
Ad innevamento avvenuto, il risultato finale che ne è conseguito è stato quello evidenziato nella foto. L’esito conclusivo è indubbiamente il frutto delle caratteristiche peculiari che contraddistinguono l’elemento Vela, principalmente rappresentate da:
– peso ridotto, con conseguente facilità di trasporto e movimentazione;
– presenza di un solo ancoraggio, con derivante abbattimento dei tempi di posa in opera, sia durante le fasi di perforazione sia durante quelle di inghisaggio;
– dimensioni contenute, da cui discende il perfetto adattamento degli elementi alla morfologia del versante e la riduzione al minimo indispensabile alle fasi di posa in opera delle aree da disboscare, nonché la salvaguardia di eventuali specie arboree di pregio presenti nell’area.
Solamente la costante ed approfondita attività di ricerca, unita al continuo investimento di risorse umane ed economiche, ha consentito ad Artigiana Costruzioni S.r.l. di mettere a punto e commercializzare sia in Italia che all’estero (Francia, Spagna, Slo­venia…) le strutture Vela, impiegate ed apprezzate per la soluzione delle differenti problematiche per le quali sono state progettate.