120.000 m2 di superficie, 6 km di strada per 22 metri di carreggiata a doppio senso di marcia: è la nuova circonvallazione ovest di Alessandria. Consegnata per l’asfaltatura nel mese di settembre 2007, in condizioni ottimali.
La costruzione della circonvallazione ovest è stata decisa per una migliore gestione del traffico nell’area urbana. La circonvallazione è stata pensata principalmente per la circolazione dei mezzi pesanti, evitando così il loro passaggio all’interno della città. Dunque, per non avere problemi di cedimento degli asfalti, l’ente committente, l’Anas di Torino, ha incaricato la ditta specializzata Luigi Peletta di Valmacca (AL) di effettuare la stabilizzazione del suolo.
Ben precise le esigenze della committenza e severi i criteri di giudizio per la verifica dell’esecuzione dei lavori. Ma il risultato ha lasciato tutti più che soddisfatti: le prove finali su piastra richieste dalla committenza per garanzia di fine lavori hanno fatto registrare 1.800 -2.000 kg/cm2 di compattazione.
L’azienda Luigi Peletta ha aperto il cantiere nel settembre 2006 e, oltre ad avere grande esperienza e preparazione professionale, dispone di macchine ed attrezzature affidabili, tecnologicamente all’avanguardia e qualitativamente eccellenti. Sia per la frantumazione dell’inerte, che per la successiva stabilizzazione del terreno sono state impiegate attrezzature Fae.
Le richieste del committente erano chiare: il 70% del materiale inerte frantumato con una granulometria di 0,40 cm, partendo da ghiaia naturale di fiume del diametro di 15 – 20 cm; una profondità di lavorazione di 20 cm. La frantumasassi Fae STCHR/200 consente di spaccare pietre con un diametro variabile da 5 fino a 50 cm, lavorando fino a 40 cm di profondità; la macchina dispone di una controlama regolabile che permette di ottenere la granulometria desiderata. Questa fase non ha dunque posto nessun problema; anzi questa opzione è stata approvata dall’Anas: disporre dello stabilizzato in loco è infatti più economico e rapido, evitando ulteriori operazioni quali la frantumazione, la vagliatura ed il trasporto in cantiere del materiale necessario.
Una volta ottenuta la curva granulometrica imposta dalla committenza, è stato dato incaricato ad uno studio geomeccanico di effettuare analisi del materiale, al fine di stabilire i dati per la scelta del quantitativo ideale di materiale legante, necessario per ottenere l’abbattimento dell’indice di plasticità ed innescare le reazioni pozzolaniche. Il materiale frantumato è stato quindi umidificato in percentuale del 20%, successivamente è avvenuta la stesura del materiale legante, nelle giuste proporzioni. A questo punto si è pronti per la stabilizzazione, effettuata con una stabilizzatrice Fae modello SSH/225 applicata ad un trattore con una potenza di circa 300 CV, la velocità d’avanzamento registrata è stata di 400 – 500 metri orari.
Naturalmente il dato relativo alla velocità d’avanzamento è strettamente dipendente dalla profondità di miscelazione e dalla granulometria richiesta. Nello specifico, il modello di stabilizzatrice Fae SSH/225 ha una capacità di avanzamento che varia in funzione delle differenti condizioni di lavoro da 300 a 800 metri all’ora. La profondità di lavoro può raggiungere anche 50 cm.
Dopo la messa in forma delle zone stabilizzate con lama laser per ottenere le pendenze richieste, si passa alla compattazione dei misti cementati con un rullo ferro-gomma liscio da 120 – 150 quintali.
Il cantiere di Alessandria è ormai concluso, la soddisfazione del cliente e della ditta Peletta è massima.
Dopo poco la stessa ditta ha iniziato un altro grande cantiere: il polo logistico ferroviario di Mortara (PV), 80.000 m2 di superficie, con richiesta di una curva granulometrica con percentuale di materiale inerte frantumato dell’80%; anche in questo caso le macchine Fae sono protagoniste.
Circa cinque anni fa l’azienda Peletta acquistava i primi macchinari Fae, stabilizzatrici e frantumasassi. La scelta, dettata dalla flessibilità e dalla facilità d’uso di queste attrezzature, si è poi rivelata vincente nel tempo, visti i bassi costi di gestione e di manutenzione.
Gli utensili delle macchine Fae sono realizzati con inserti in metallo duro, precisamente carburo di tungsteno, e presentano una forma particolare, brevettata dall’azienda stessa: queste caratteristiche accrescono la resistenza all’usura e l’efficacia specie in condizioni di lavoro gravose, anche in presenza di una granulometria del materiale disomogenea. La gamma di macchinari Fae prevede diverse linee di prodotto sviluppate per servire le aziende ed i professionisti operanti nel settore delle opere e delle infrastrutture stradali. Le soluzioni offerte si differenziano in base alla destinazione d’uso e alla specificità delle lavorazioni. I modelli di frantumasassi stradali comprendono:
frantumasassi STC/R-HP 150-175-200 per trattori con potenza da 100 CV a 220 CV, prestazioni massime: profondità di lavoro 30 cm, diametro di frantumazione 30 cm;
frantumasassi STCH/R 200-225-250 e STCH/R SD 200-225-250 per trattori con potenza da 180 CV a 300 CV, prestazioni massime: profondità di lavoro 40 cm, diametro di frantumazione 50 cm.
Per quanto riguarda le stabilizzatrici i modelli sono:
stabilizzatrice SSM e SSM/HP 200-225-250 per trattori con potenza da 150 CV a 300 CV, massima profondità di lavoro 40 cm;
stabilizzatrice SSH 150-175-200-225-250 per trattori con potenza da 160 CV a 350 CV, massima profondità di lavoro 50 cm.
Grazie all’utilizzo di materiali speciali e allo sviluppo di tecnologie innovative, le soluzioni Fae si distinguono per la loro efficienza ed affidabilità e, non meno importante, per la semplicità d’uso e di gestione. Tutto ciò garantisce la piena operatività dei macchinari, la minimizzazione dei costi legati all’uso e alla manutenzione e la qualità dei risultati.


