L’Ufficio Fiumi e Fossi ha origine dalle antiche Magistrature Pisane delle acque che avevano istituito “L’Offizio dei Consoli del Mare” della Repubblica Pisana. Fu Lorenzo il Magnifico a trasformare questo Offizio in un Senatus Consultum della Repubblica Fiorentina nel 1475 e a nominarlo quindi “Opera di reparazione del contado e della città di Pisa”. L’istituzione, fondamentale per regimare le acque, era retta dai “Capitoli sopra i fossi, ponti e ponticelli et vie di Pisa et suo contado” ordinati dai Consoli del Mare.
Nel 1547 Cosimo I de’ Medici trasformò l’Opera in “Magistrato degli Ufficiali dei Fossi” con il compito di condurre le acque e di amministrare le cosiddette masse d’imposizione, i Consorzi, appunto, destinate all’esazione dei contributi. Numerose altre modifiche e riforme si succedettero nella storia pisana. Oggi l’Ufficio dei Fiumi e Fossi ha ancora quella denominazione che ricorda la sua origine antica, segno di un cammino che, partito da lontano, non può e non deve terminare.
L’attività del Consorzio garantisce un servizio per la tutela e la regimazione delle acque di pianura e di collina per un miglioramento delle condizioni del territorio che deve essere salvaguardato sia dal punto di visto idraulico, attraverso il drenaggio delle acque e la difesa dei corsi d’acqua in piena, sia dal punto di vista ambientale. L’Ufficio dei Fiumi e Fossi si occupa dunque della programmazione dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria da eseguire sui corsi d’acqua e sulle opere idrauliche consortili, dello studio e della progettazione per la ricostruzione e la realizzazione delle opere di bonifica, oltre che assicurare un servizio di controllo e di pronto intervento in caso di piene o altre emergenze idrauliche.
Senza questi servizi verrebbe ad essere compromessa l’esistenza stessa degli insediamenti civili e produttivi, nonché dei terreni agricoli.
L’Ufficio dei Fiumi e Fossi, dunque, deve garantire una corretta gestione delle acque attraverso la manutenzione dei corsi d’acqua, dei canali e degli impianti idrovori.
Questo impegno permette di ridurre e controllare il rischio idraulico; tra gli obbiettivi primari dell’Ente si pongono in evidenza la difesa idraulica, lo scolo delle acque, la salvaguardia dell’ambiente e l’irrigazione. In sostanza, la difesa del suolo e del territorio; mantenere e controllare il territorio è, oggi come ieri, un dovere dal quale non possiamo prescindere.
Oggi il Consorzio gestisce e mantiene circa 85.000 ettari di territorio, per uno sviluppo complessivo di canali di 860 km. Grazie a 13 impianti idrovori e a 15.000 ettari di superficie a scolo meccanico, mantiene l’opera di bonifica tenendo asciutte le zone basse, arrivando a pompare 14.000 l/s di acqua tramite ogni impianto verso il mare.
In misura sempre crescente le operazioni di manutenzione di competenza del Consorzio vengono eseguite direttamente dall’Ufficio Fiumi e Fossi. Si può ormai affermare che la prima impresa specializzata nel settore della bonifica idraulica è proprio quella interna dell’Ufficio che effettua la sua attività in gestione diretta.
Il parco macchine di tale struttura è composto da: due escavatori, una terna, un battipalo, una serie completa di benne da scasso e da scavo Man­­to­vanibenne, una benna basculante, un trattore John Deere 6320 con trinciatrice laterale Osma DHLI 190, un trattore John Deere 6420 con trinciatrice laterale Osma DHLI 220, un trattore John Deere 6520 con braccio decespugliatore idraulico Osma DHIS 1000.
Negli anni la gestione diretta si è specializzata in varie tipologie d’intervento quali escavazioni di canali e ripristino corpi in frana applicando tecniche di ingegneria naturalistica e naturalmente il taglio della vegetazione nei canali. Per quest’ultima categoria di attività il Consorzio di Bonifica Ufficio Fiumi e Fossi fa ricorso ad attrezzature Osma.
Osma progetta e produce da più di venticinque anni macchine professionali per la manutenzione e la bonifica delle aree verdi. La trinciatrice laterale serie DHL offre il vantaggio di permettere lo sfalcio oltre il filo della sagoma del trattore. La testata infatti, in posizione di massima apertura dell’attrezzo, arriva tra 120 e 130 cm oltre il filo ruota del trattore. Ciò è reso possibile dalla trasmissione idraulica, e dunque dall’assenza di cardano.
L’intera serie DHLI è munita di serie di pompe e motori a pistoni ad alto rendimento, di distributore a doppio effetto per l’innesto ed il disinnesto del rotore, così come di invertitore del senso di rotazione del rotore. La possibilità di tagliare anche in senso orario, ovvero dall’alto verso il basso, permette di lavorare su vegetazione con diametro un po’ più grosso.
La trasmissione è assicurata da cinghie trapezoidali dentellate, 3, 4 o 5 a seconda del modello, e tutta la serie è dotata di tendicinghie automatico, che permette di evitare di dover rimettere in tensione le cinghie man mano che si consumano.Ogni modello è inoltre dotato di un sistema antiurto per evitare gravi danni in caso di ostacolo.
La serie Osma DHIS è costituita da bracci decespugliatori idraulici industriali retroportati; il modello DHIS 1000 ha una lunghezza utile di lavoro di 10,30 m. L’elemento sfilante idraulico, come il resto dell’attrezzo, è realizzato in acciaio ad alto limite di snervamento e permette all’operatore, con una sola manovra, di adattare al meglio la fresa in base alle diverse caratteristiche del terreno.
L’applicazione, su tutta la gamma DHIS, dello scambiatore di calore, unitamente alle pompe ed i motori ad alto rendimento, garantisce anche dopo molte ore di lavoro una resa costante.