Dalla roccia al flow trail, senza materiale esterno. E’ questa la sfida quotidiana che affronta il team di Trail Zone al Paganella Bike Park, dove il terreno lascia poco spazio all’improvvisazione.

Qui la costruzione e la manutenzione dei bike trail richiedono un mix di competenze, organizzazione e macchine in grado di trasformare direttamente il materiale presente sul posto in una superficie stabile, drenante e duratura.

I Bike Trail negli ultimi anni sono diventati attrazione turistica praticamente indispensabile per i frequentatori della montagna in estate, e di grandissima importanza per l’attività degli impianti di risalita nella stagione non invernale.

Per capire come nasce un trail moderno e quale ruolo svolgono le attrezzature Seppi M., abbiamo seguito una giornata di lavoro ad Andalo insieme a Ezio Cattani, responsabile della manutenzione del Paganella Bike Park in Trentino e titolare dell’azienda Trail Zone, specializzata nella costruzione e manutenzione di sentieri.

Vent’anni di evoluzione nel trail building

“Svolgo questo lavoro ormai da una ventina d’anni” racconta Ezio. “Nei primi dieci anni si lavorava quasi esclusivamente a mano: rastrello, pala, piccone e mazza. Negli ultimi dieci anni, invece, il trail building si è evoluto grazie all’utilizzo di mezzi meccanici.”

Oggi il parco macchine comprende escavatori, pale, trattori, trince forestali e, soprattutto, spaccasassi. Una trasformazione che non ha sostituito il lavoro manuale, ma lo ha reso più efficace, permettendo di affrontare interventi più complessi e di migliorare la qualità finale del percorso.

Quando l’innovazione nasce dal cantiere

La collaborazione con Seppi M. è nata da un’esigenza concreta.

“Otto o dieci anni fa avevo chiesto a Seppi una spaccasassi dedicata al trail building, perché sul mercato non esisteva nulla di simile.”

Da quella richiesta è nato, dopo circa un anno di sviluppo, un primo prototipo largo appena 75 centimetri, pensato per lavorare anche nei passaggi più stretti dei sentieri.

L’esperienza positiva ha portato successivamente all’introduzione di una seconda macchina, la frantumasassi Seppi Minisoil cl da 1,50 metri, utilizzata per l’apertura dei nuovi tracciati e per gli interventi più importanti di Reshape e Rebuild, e infine della Seppi Max 50 le con frantumasassi Microsoil rc, oggi la macchina più utilizzata dall’azienda.

Con una larghezza operativa di 105 cm e un ingombro complessivo di 135 cm, la Max 50 le con Microsoil rc rappresenta il compromesso ideale tra produttività e maneggevolezza, risultando adatta sia alla costruzione dei nuovi trail sia agli interventi di manutenzione.

Costruire un trail in Paganella: quando la roccia diventa risorsa

La particolarità della Paganella è il terreno: “qui abbiamo uno strato di materiale fino di appena 10 – 15 centimetri. Sot­to troviamo praticamente solo roccia.”

Una condizione che rende impossibile seguire le tecniche tradizionali basate sull’utilizzo del terreno naturale.

Per questo motivo il processo costruttivo è stato completamente adattato alle caratteristiche geologiche dell’area.

La realizzazione di un nuovo trail inizia con la deforestazione del tracciato, effettuata manualmente oppure con trincia forestale. Succes­siva­mente un escavatore rimuove il cotico erboso e il materiale vegetale superficiale, che viene conservato per un eventuale riutilizzo.

A questo punto entra in gioco il martello idraulico, indispensabile per demolire la roccia affiorante.

Solo dopo questa prima lavorazione intervengono le spaccasassi Seppi M., che trasformano il materiale grossolano in un aggregato fine utilizzabile direttamente nella costruzione del fondo.

“Facciamo dai tre ai sei passaggi con la spaccasassi, a seconda del materiale e del risultato che dobbiamo ottenere.”

Seguono nuove lavorazioni con l’escavatore per definire la sagoma del percorso, ulteriori passaggi della spaccasassi Minisoil cl e infine Max 50 le con Microsoil rc, che produce il materiale più fine destinato allo shaping finale.

L’ultima fase rimane affidata alle persone, che rifiniscono il trail manualmente con rastrelli e completano il lavoro con la piastra vibrante per garantire una corretta compattazione.

Materiale prodotto in loco: meno trasporti, maggiore sostenibilità

Uno dei cambiamenti più significativi introdotti dall’utilizzo delle spaccasassi riguarda la gestione del materiale. “Oggi non portiamo più materiale dall’esterno per la stabilizzazione, perché riusciamo a produrlo direttamente sul posto.”

Il materiale ottenuto viene eventualmente miscelato con la terra vegetale disponibile oppure con altri componenti presenti in loco, fino a raggiungere la granulometria e la consistenza desiderate.

Solo in alcune situazioni vengono impiegati stabilizzanti specifici, come prodotti antipolvere, per migliorare ulteriormente la coesione superficiale. Il risultato è una drastica riduzione del trasporto di materiale, con vantaggi sia economici sia ambientali: meno camion, meno movimentazioni e un cantiere più sostenibile.

Un cantiere organizzato come una linea produttiva

Negli interventi più importanti Trail Zone ha sviluppato un’organizzazione del lavoro estremamente efficiente.

“Negli ultimi trail abbiamo lavorato praticamente in serie.”

Davanti operano due escavatori equipaggiati con martello idraulico.

Tra loro lavora la prima spaccasassi, che produce il materiale necessario alle lavorazioni successive.

Dietro seguono altri due escavatori dedicati alla modellazione del percorso, mentre la Max 50 le con Microsoil rc completa la frantumazione finale e prepara il materiale per lo shaping definitivo.

Quattro escavatori e due spaccasassi lavorano quindi in modo coordinato, riducendo i tempi morti e mantenendo un flusso continuo di lavorazione.

Costruzione e manutenzione: esigenze molto diverse

Le differenze tra costruzione e manutenzione emergono chiaramente anche nei numeri.

Per la realizzazione di un nuovo trail l’avanzamento medio è compreso tra 35 e 70 metri al giorno, variabile in funzione della conformazione del terreno e della presenza di roccia.

Negli interventi di reshape o rebuild, invece, è possibile raggiungere 200 – 400 metri al giorno, utilizzando normalmente una sola spaccasassi, un escavatore e la piastra vibrante.

Anche la composizione delle squadre cambia sensibilmente: durante la costruzione possono lavorare contemporaneamente fino a sei operatori, mentre nella manutenzione ordinaria spesso sono sufficienti due persone.

La qualità di un trail si misura anche dopo la pioggia

Costruire un buon trail non significa soltanto creare una linea divertente.

La durabilità dipende soprattutto dalla capacità del percorso di gestire l’acqua. “L’erosione si controlla prima di tutto con un layout corretto. L’acqua deve uscire dal tracciato il più velocemente possibile.”

Una corretta progettazione, associata a un materiale ben frantumato e adeguatamente compattato, consente infatti di limitare i fenomeni erosivi e di ridurre nel tempo gli interventi di manutenzione.

La macchina giusta come parte del processo

L’esperienza del Paganella Bike Park dimostra come il trail building moderno non dipenda da una singola macchina, ma dall’integrazione tra progettazione, competenze e attrezzature specializzate.

Le spaccasassi Seppi M. non rappresentano semplicemente una fase della lavorazione: permettono di valorizzare il materiale già presente sul territorio, ridurre i trasporti, aumentare la qualità del fondo e velocizzare il cantiere.

Un approccio che unisce efficienza operativa, sostenibilità e rispetto dell’ambiente montano, offrendo ai gestori di Bike Park e Trail Network una soluzione concreta per realizzare percorsi durevoli e performanti.

Le fasi di costruzione di un bike trail in ambiente roccioso

Apertura del corridoio e deforestazione

Rimozione del cotico erboso

Frantumazione della roccia con martello idraulico

Primo passaggio con la spaccasassi Seppi M.

Modellazione preliminare con escavatore

Ulteriori passaggi di frantumazione fino a ottenere la granulometria desiderata

Shaping finale con escavatore e Seppi Max 50

Rifinitura manuale

Compattazione con piastra vibrante

Risultato: un fondo costruito quasi esclusivamente con materiale prodotto direttamente sul posto, stabile, drenante e pronto a resistere nel tempo.