PhD. Ing. CARLO CARPANI Junior Researcher – Iterchimica S.p.A.
Introduzione
Nel corso degli ultimi decenni è avvenuta una significativa crescita in ambito urbano, con un forte impatto sulla viabilità delle nostre città. Ad oggi le due principali problematiche sono la sicurezza degli utenti che circolano in strada, sulle piste ciclabili e nelle vie pedonali, ma soprattutto la qualità della vita. Riguardo questo ultimo punto, le temperature percepite dall’uomo soprattutto durante i mesi più caldi dell’anno sono di fondamentale importanza. Una delle cause principali dell’innalzamento delle temperature nei centri urbani è proprio la presenza di pavimentazioni in conglomerato bituminoso, che a causa del loro colore (tipicamente tendente al nero), assorbono la quasi totalità dei raggi ultravioletti con conseguente incremento delle temperature nelle vicinanze (tale effetto è anche conosciuto come “effetto Albedo”). La figura 1 mostra l’influenza dell’urbanizzazione sulle temperature dell’aria. Una delle possibili soluzioni per mitigare questo spiacevole effetto consiste nel realizzare pavimentazioni di colore chiaro, che siano quindi capaci di riflettere il più possibile i raggi solari. Esistono diverse tecnologie che permettono di raggiungere tale obiettivo, tra cui: • Ossidi: (in granulo o in polvere) tecnologie che permettono di colorare in massa le miscele bituminose • Leganti trasparenti: prodotti che mettono in risalto la colorazione degli aggregati impiegati per la realizzazione del conglomerato bituminoso • Malte: trattamenti superficiali costituiti da resine polivalenti, coloranti inorganici e polveri di quarzo che si applicano sul conglomerato bituminoso al fine di colorarlo ed integrarlo maggiormente al contesto • Resine anti kerosene: disponibili in diverse colorazioni e appositamente studiati per proteggere superficialmente le pavimentazioni in conglomerato bituminoso nei confronti dell’azione di carburanti ed oli.
I risultati delle ricerche di laboratorio
Per valutare l’effetto di queste soluzioni è stata condotta una ricerca dall’Università degli Studi di Padova in collaborazione con Iterchimica S.p.A. Durante questa sperimentazione sono stati realizzati conglomerati bituminosi con le diverse tipologie di coloranti disponibili sul mercato. In primo luogo, è stata misurata la temperatura massima dei campioni sia internamente che esternamente. Dopodiché è stato calcolato l’indice Albedo, ossia il valore che indica la radiazione solare riflessa rispetto a quella assorbita dalla pavimentazione (più l’indice è alto e più le pavimentazioni riflettono la luce). Infine, è stato valutato anche l’indice SRI, vale a dire un parametro che varia tra 0 (superficie non riflettente) e 1 (superficie riflettente). I risultati di queste analisi (Tabella fig. 2) hanno permesso di evidenziare come l’impiego di tali tecnologie permetta di ridurre la temperatura massima dei conglomerati bituminosi ed aumentare sensibilmente l’indice SRI oltre che l’indice Albedo. Gli stessi risultati hanno mostrato come i trattamenti superficiali ed i leganti trasparenti siano molto efficaci in termini di riduzione delle temperature del conglomerato bituminoso.
L’esperienza del ponte pedonale di Podgorica
Lo studio di questi materiali non si è limitato alle sole prove di laboratorio: infatti queste tecnologie sono state applicate su scala reale su un ponte pedonale della capitale montenegrina di Podgorica, che collega due importanti aree della città separate dal fiume Morača, avente una lunghezza di 125 metri ed una larghezza di 6.4 metri. In particolare, per tale applicazione è stato sviluppato un mix design ad hoc grazie alla sinergia tra l’impresa esecutrice ed il laboratorio di Iterchimica, il quale ha previsto l’applicazione di un legante trasparente da utilizzare in fase di realizzazione, in due diverse colorazioni. E’ stata infatti utilizzata la colorazione verde per la fascia centrale del ponte adibita ai pedoni e la colorazione rossa per le due fasce laterali adibite a piste ciclabili. La realizzazione della pavimentazione è avvenuta nel mese di maggio 2021 grazie all’impiego di un impianto discontinuo. Per la produzione sono stati utilizzati sacchetti termofondenti predosati per la parte solida del legante trasparente (Resina LT) e per gli ossidi in polvere (Iteroxid 100%-K e Verde Cromo), mentre per la parte liquida del legante (Iterlene LT) è stata impiegata un’apposita pompa con l’inserimento dell’additivo direttamente nel mescolatore. La successiva fase di stesa è avvenuta manualmente al di sopra di una guaina bituminosa, mentre quella di compattazione si è svolta grazie all’impiego di rulli leggeri, in quanto la progettazione del ponte non era in grado di supportare carichi pesanti come quelli di vibrofinitrici e di rulli pesanti. Conclusioni Dai risultati delle prove di laboratorio effettuate dall’Università degli Studi di Padova in collaborazione con Iterchimica, è stato possibile concludere che le pavimentazioni colorate rappresentano una valida soluzione per combattere il cambiamento climatico, limitando il progressivo surriscaldamento in ambito urbano e quindi l’effetto Albedo. L’esperienza positiva del ponte di Podgorica ha permesso inoltre di validare tale tecnologia e di renderla idonea anche per opere di notevole impatto sociale ed architettonico. Tali prodotti, infatti, grazie alla possibilità di variare le tonalità cromatiche delle pavimentazioni, garantiscono un buon risultato in diversi ambienti di applicazione e una migliore integrazione architettonica con l’ambiente circostante.





