Nuova Con.Tec è un’azienda che da oltre 15 anni sviluppa e produce ugelli per la pulizia di tubi e condotte, e che propone inoltre, a completamento della sua offerta, i migliori prodotti del settore, come tubi, palloni otturatori, localizzatori di tubazioni, videocamere per ispezioni di condotte, software gestionali per reti, attrezzature e prodotti per il “risanamento non distruttivo” (frese, malte, resine…) di condutture e articoli per la sicurezza. Particolarmente dedicata ai gestori pubblici di reti di fognatura è poi una gamma completa di strumenti idonei a fornire un indispensabile supporto alla gestione della rete loro affidata.
L’utilizzo dei materiali e delle tecniche più all’avanguardia consente di ridurre in modo rilevante i tempi di realizzazione, i disagi per l’utenza e i costi dell’operazione.
Il 31 marzo 2004 a Carrara si sono svolti i lavori per la messa in quota di un chiusino da parte della Nuova Con.Tec mediante l’utilizzo della tecnologia Hermes.
La Hermes Technologie è un’azienda tedesca, partner tecnologico della Nuova Con.Tec, specializzata nella produzione di malte e soluzioni per il risanamento di condotte, cisterne e pozzi.
L’AMIA di Carrara (Azienda Multiser­vizi Igiene e Acqua) si è rivolta alla Nuova Con.Tec per risolvere il problema del cedimento dei chiusini dei pozzetti. Carrara subisce più di altre città questo problema in quanto vi transitano numerosissimi mezzi pesanti che trasportano blocchi di marmo. Al fine di valutare l’efficacia della tecnologia Hermes è stato scelto un chiusino che si trova in una posizione critica: non solo le ruote dei veicoli vi passano sopra, ma è anche in curva il che genera sforzi di taglio oltre che di compressione sul telaio. Il flusso dei mezzi pesanti è stato quantificato in circa 80/100 camion l’ora per 8 ore tutti i giorni lavorativi; il carico medio di questi mezzi è di 30 tonnellate cadauno.
Il chiusino in questione era stato livellato appena sei mesi prima e già presentava segni di cedimento. La prima operazione consiste nell’estrarre il telaio del chiusino: per questa, come per il lavoro nel suo complesso, sono sufficienti un minimo ingombro per il cantiere ed al massimo due operai. In questo caso il traffico non è neanche stato interrotto. Viene adoperato un estrattore idraulico con motore Honda, che ha una capacità di sollevamento fino a 50 tonnellate utili ed una corsa di 30 cm. Il telaio del chiusino non viene danneggiato dall’estrattore e può essere riutilizzato dopo essere stato pulito. Tuttavia il suo dimensionamento deve essere appropriato alle condizioni del traffico.
La seconda operazione consiste nella pulizia del bordo del pozzetto: bisogna accuratamente rimuovere il materiale mobile, quale asfalto, cemento danneggiato, mattoni, sassi, olio, sporcizia… Tutte le superfici che devono entrare in contatto con la speciale malta Ergelit Superfix 35 F devono essere bagnate in modo che la parte asciutta non assorba l’acqua della mescola. Prima di effettuare la colata, è necessario allontanare l’acqua presente sul sito e rendere la struttura del cemento più grezza possibile.
La terza operazione consiste nel posizionamento del chiusino tramite livellatore. Una volta posizionato correttamente il chiusino, si deve armare il pozzetto per trattenere la colata. Si posiziona quindi un’armatura gonfiabile: ne esistono di tonde, quadrate e rettangolari. L’anello gonfiabile deve essere ben bloccato e a tenuta, con il mantenimento di uno spazio utile per eseguire la colata e permettere lo sfiato.
Segue quindi la preparazione della malta Superfix 35 F. La miscelazione si può fare con betoniera, con frullino, o anche a mano con la cazzuola per le piccole quantità: si consiglia però un miscelatore a due fruste per garantire una mistura più omogenea. Il tempo di miscelatura è di un minuto, ed il fabbisogno d’acqua è del 14-15% (dai 2,8 ai 3,8 l per ogni sacco da 25 kg). Il prodotto deve essere mescolato sul cantiere nella quantità di un sacco alla volta per evitare un indurimento precoce. Il Superfix 35 F è lavorabile fino a -15°C.
L’operazione successiva è la colata della malta che deve seguire rapidamente la miscelatura in modo da evitare l’incameramento di aria. La colata deve essere versata solo da un lato: è autolivellante e dev’essere liquida al punto giusto al fine di riempire ogni buco ed interstizio. In caso di pendenza dev’essere fermata con legno o carta. Il tempo di indurimento è di 8 minuti. Bisogna lasciare liberi 10 – 12 mm per aggiungere l’ultimo strato, l’asfalto a freddo MSK 03.
Si passa quindi alla finitura con asfalto MSK, il quale non necessita di compattazione, ma si stende facilmente a mano. L’asfalto a freddo MSK 03 si prepara in modo semplice direttamente sul posto con le stesse modalità della malta Superfix 35 F. Al termine della finitura si consiglia di spargere un leggero velo si sabbia per evitare che il passaggio degli automezzi porti via il materiale durante il suo indurimento. Dopo circa un’ora da quest’ultima operazione è possibile riaprire la strada al traffico.
I lavori sono durati 2 ore (1 ora per il lavoro e 1 ora per lasciare asciugare): sono stati consumati 200 kg di Ergelit Superfix 35 F e 75 kg di asfalto MSK 03. Dopo solo un’ora dall’applicazione il prodotto Superfix 35 F può sopportare 90 tonnellate di peso (18 N/mm2), calcolo eseguito su un’area d’intervento di 0,5 m2.
Il geometra Frola, tecnico dell’AMIA incaricato di seguire il cantiere, ha effettuato un controllo il 14 maggio, constatando che nessuna crepa è apparsa sulla malta e che il telaio non ha nessun gioco, pur continuando il flusso solito dei mezzi pesanti.
L’AMIA è una società per azioni di proprietà del Comune di Carrara: si occupa della gestione dei servizi idrici (integrato ed industriale), del servizio di igiene urbana e di raccolta rifiuti, dell’arredo urbano, dell’illuminazione pubblica, oltre che della gestione delle fognature bianche comunali e del servizio di tecnostruttura. Oltre ai tradizionali organismi dedicati a questi servizi, l’AMIA di Carrara si è dotata di un Servizio Progetti volto a migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi svolti e pianificare il loro sviluppo.